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GB: assicuratori chiedono quadro regolamentare più flessibile sulle compagnie captive

Il mercato assicurativo britannico – scrive Reuters – sta facendo pressione sui regolatori per allargare una cornice regolamentare ritenuta troppo stretta soprattutto per quanto riguarda il mercato delle assicurazioni captive. La maggior parte delle aziende FTSE 100 e Fortune 100 ne possiedono una, dicono fonti del settore, ma se l’azienda ha sede nel Regno Unito, l’unità assicurativa captive sarà per ora basata oltreoceano. A sostenerlo è stata Caroline Wagstaff, CEO dell’ente industriale London Market Group, partecipando ad evento del Westminster Business Forum. Il mercato assicurativo commerciale nel Regno Unito è il più grande del mondo, ma per rimanere al to – ha sostenuto – ci deve essere innovazione di prodotto tra l’altro consentendo la costituzione, appunto, delle cosiddette compagnie captive, cioè società create all’interno di gruppi ai quali prestano servizi assicurativi.

Il mercato assicurativo commerciale di Londra è in trattative con la Banca d’Inghilterra per consentire alle aziende di creare assicuratori interni senza inutili oneri burocratici, con l’obiettivo di raggiungere lo stesso livello di apertura raggiunto alle Bermuda, a Singapore e perfino nell’Unione Europea,

Le aziende stanno sempre più favorendo l’uso di captive, dato che l’assicurazione commerciale diventa più costosa. Diversi altri paesi permettono la creazione di captive, compresi gli stati membri dell’Unione Europea, che la Gran Bretagna ha abbandonato. “I migliori esperti si trovano a Londra, ma il Regno Unito non ha in realtà alcuna captive nella sua giurisdizione. Su questo c’è una chiara opportunità per il Regno Unito di far crescere il suo mercato”, ha detto Wagstaff.

I captive potrebbero essere istituiti secondo le regole attuali, ma il London Market Group sta parlando con la Prudential Regulation Authority (PRA) della Banca d’Inghilterra, che regola gli assicuratori, per garantire che il processo sia rapido. Un processo lento fungerebbe da deterrente, ha detto Wagstaff.

I regolatori in Gran Bretagna – ha aggiunto – debbono ripensare a come applicare rigide protezioni per i consumatori al dettaglio in un mercato commerciale utilizzato da grandi acquirenti professionali che non hanno bisogno delle stesse protezioni “one size fits all”.

Il capo della policy assicurativa della PRA, Alan Sheppard, intervenuto allo stesso all’evento ha detto che il regolatore è “neutrale” sulle captive e che spetta al governo decidere se un mercato vincolato nazionale sarebbe un bene per l’economia britannica in generale.

Sheppard ha detto che un mercato captive presenterebbe “rischi abbastanza limitati per gli obiettivi del PRA”, anche se c’era un rischio di arbitraggio normativo tra i captive e gli altri assicuratori.

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