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Trend: dimezzata la perdita di navi nell’industria marittima nell’ultimo decennio

Secondo l’ultimo Safety & Shipping Review di AGCS nel 2021 persi 54 battelli contro i 127 del 2012

Un conflitto prolungato tra Russia e Ucraina potrebbe rimodellare il commercio globale per l’energia ed altre materie prime

Nell’ultimo decennio si è dimezzata la perdita di navi nell’industria marittima internazionale. Lo sottolinea la nuova edizione del Safety & Shipping Review 2022 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) sottolineando come da quel comparto dipende circa il 90% del commercio mondiale. All’inizio degli anni ’90, la flotta mondiale perdeva oltre 200 navi all’anno. Negli ultimi quattro anni la perdita è scesa a circa 50-75 unità all’anno, un dato reso ancora più impressionante dal fatto che si stima che oggi la flotta mondiale sia composta da 130.000 navi (di oltre 100 tonnellate di stazza lorda [GT]) rispetto alle 80.000 di 30 anni fa.

Nel 2021 il settore ha proseguito la sua tendenza positiva in materia di sicurezza, con 54 perdite totali segnalate rispetto alle 65 dell’anno precedente. Le perdite annue del settore sono diminuite del 57% nell’ultimo decennio a partire dal 2012 (127), mentre il 2021 rappresenta un miglioramento significativo rispetto alla media decennale delle perdite (89), che riflette la maggiore attenzione alle misure di sicurezza, la regolamentazione, il miglioramento della progettazione e della tecnologia delle navi e i progressi nella gestione del rischio.

La Cina meridionale, l’Indocina, l’Indonesia e le Filippine sono il principale punto critico degli incidenti a livello globale, dove si concentra il 20% dei sinistri che avvengono globalmente.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia – segnala il report – ha causato un’ampia interruzione del traffico marittimo mondiale, aggravando le interruzioni della catena di approvvigionamento, la congestione dei porti e le crisi degli equipaggi causate dalla pandemia.

Il settore è stato colpito su più fronti, con la perdita di vite umane e di navi nel Mar Nero, l’interruzione del commercio con la Russia e l’Ucraina e il crescente peso delle sanzioni. Il settore si trova inoltre ad affrontare sfide per le operazioni quotidiane, con effetti a catena per l’equipaggio, il costo e la disponibilità del carburante per il bunkeraggio e il potenziale aumento del rischio informatico.

Un conflitto prolungato potrebbe avere “conseguenze economiche e politiche più profonde, potenzialmente in grado di rimodellare il commercio globale di energia e di altre materie prime. Un divieto esteso sul petrolio russo potrebbe far aumentare il costo e la disponibilità del carburante e potenzialmente spingere gli armatori a utilizzare combustibili alternativi”.

In questo scenario, le agenzie di sicurezza continuano a mettere in guardia su un’accresciuta prospettiva di rischi informatici per il settore marittimo quali blocco dei GPS, problemi alle comunicazioni e interferenze elettroniche. «Il settore assicurativo vedrà probabilmente un certo numero di richieste di risarcimento nell’ambito delle polizze rischio guerra da parte di navi danneggiate o perse a causa di mine marine, attacchi missilistici e bombardamenti nelle zone di conflitto – ha sottolineato – Justus Heinrich, Global Product Leader, Marine Hull, Agsc – gli assicuratori potrebbero anche ricevere richieste di risarcimento nell’ambito di polizze marine con estensione al rischio guerra per navi e carichi bloccati o intrappolati nei porti e nelle acque costiere ucraine”. La serie di sanzioni contro gli interessi russi “rappresenta una sfida considerevole”, sottolinea il rapporto. La violazione delle sanzioni può dar luogo a severe ripercussioni. “Può essere difficile stabilire il proprietario finale di una nave, di un carico o di una controparte. Le sanzioni si applicano anche a varie parti della supply chain dei trasporti, comprese banche e assicurazioni, ed anche ai servizi di supporto marittimo e tutto rende il rispetto delle norme ancora più complesso».

Leggi anche Allianz: le perdite nel settore del trasporto marittimo diminuiscono

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