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Draghi ha deciso di cambiare il sistema del Superbonus 110%

Conseguenze soprattutto per le imprese edili: le pmi artigiane sarebbero escluse dal settore

Mario Draghi ha deciso di cambiare e ha dato il via al decreto Tagliaprezzi, approvato dalla Commissione Economia e Finanze del Senato, che introduce nuove modalità per stabilire quali imprese potranno effettuare i lavori con il Superbonus 110%, scelte attraverso una nuova certificazione.

In base al decreto, i lavori rientranti nel Superbonus 110% potranno essere fatti solamente dalle imprese certificate Soa.

La certificazione Soa è obbligatoria per partecipare alle gare d’appalto pubbliche e serve ad attestare che l’impresa sia in grado di effettuare opere pubbliche direttamente o in subappalto, anche per importi superiori alle 150 mila euro.

Soddisfatta l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) secondo cui la norma garantirà più legalità sulla procedura. Dall’altra parte sia dal mondo politico che da quello dell’edilizia arrivano forti lamentele, in quanto le pmi artigiane sarebbero totalmente escluse dal settore.

Confartigianato, Cna e Casartigiani alzano la voce: “La norma del decreto Tagliaprezzi che introduce l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione Soa per operare nel mercato dei bonus edilizi, ha riportato nell’incertezza cittadini e imprese che ora si trovano in una giungla normativa nella quale hanno difficoltà a districarsi”.

Le associazioni aggiungono: “Come era prevedibile, il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, dopo le ultime disposizioni che cercano di riattivare le cessioni dei crediti e hanno facilitato l’accesso al beneficio sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. E’ iniziata la corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni Soa che, peraltro, non rappresenta garanzia assoluta di qualificazione di un’impresa”.

Le imprese certificate Soa sono complessivamente 23.000, di cui solo circa 17.000 per le categorie interessate, a scapito delle quasi 500.000 imprese operanti nel comparto delle costruzioni, che costituiscono la vera ossatura del settore e rappresentano la prima risposta alle istanze dei cittadini.

Confartigianato, Cna e Casartigiani ribadiscono che “questa non è la strada giusta né per contrastare il fenomeno delle frodi né per raggiungere gli obiettivi di riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica green. Servirebbe, piuttosto, una legge, da tempo attesa dal settore, che riconosca il profilo professionale ed i requisiti delle imprese edili senza imitare, senza ragione, negli appalti privati gli istituti tipici del settore pubblico”.

Leggi anche Superbonus 110 attesi 1395 mld di euro per finanziare le proroghe

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