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Irlanda: assicuratori all’attacco del nuovo schema per risolvere le crisi d’impresa

In consultazione le proposte avanzate dal dipartimento delle finanze e della Banca centrale di Irlanda che prevedono anche la costituzione di ratios patrimoniali supplementari

Le compagnie sottolineano il rischio che oneri eccessivi rendano poco attraente il mercato assicurativo di Dublino

Non è necessario imporre ratios patrimoniali supplementari per evitare il fallimento degli assicuratori quanto, piuttosto, una regolamentazione più severa per le compagnie estere che entrano nel paese utilizzando il passaporto comunitario. Lo sostiene Aviva che – scrive The Times – ha espresso la sua contrarietà alle proposte avanzate dal Dipartimento delle Finanze e della Banca Centrale d’Irlanda per un nuovo regime di risoluzione delle crisi finalizzato ad evitare un maggior numero di fallimenti in futuro e per contribuire a pagarli quando si verificano. Obbligando gli assicuratori a detenere maggiori cuscinetti di capitale prudenziale – sostiene Aviva – l’Irlanda diventerebbe “un mercato profondamente poco attraente”. Serve, piuttosto, un controllo più severo sulle compagnie d’oltremare che sono autorizzate a operare in Irlanda da altre parti dell’Unione Europea. Queste compagnie hanno rappresentato la maggior parte dei recenti fallimenti, come quello della Setanta Insurance con sede a Malta, crollata nel 2014”.

I regulator propongono, appunto, un capitale aggiuntivo come cuscinetto in caso di difficoltà. Ma tutto ciò – spiega Aviva – lascerebbe l’Irlanda in una posizione di “svantaggio competitivo” rispetto alla Gran Bretagna e all’Europa. Non ci sono prove che “la struttura e le caratteristiche” del settore assicurativo irlandese richiedano precauzioni aggiuntive come riserve di capitale più elevate o un fondo di salvataggio.

Anche Zurich ha contestato la necessità di accantonare più capitale. Secondo l’assicuratore svizzero, questo “aumenterebbe il costo del capitale per gli assicuratori con sede in Irlanda, avrebbe un impatto negativo sulla redditività e diminuirebbe l’attrattiva dell’Irlanda come hub finanziario”.

Insurance Ireland, l’associazione categoria del settore, ha avvertito che le riforme proposte potrebbero rendere l’Irlanda “un luogo più costoso e difficile in cui operare”, con il rischio che un numero maggiore di assicuratori abbandoni il Paese se l’onere della regolamentazione non sia “proporzionato e coerente” con quello degli altri membri dell’Ue. Ha inoltre sottolineato il rischio di “sovrapposizioni e duplicazioni” tra i modelli di risoluzione delle crisi definiti in Irlanda e quelli in vigore nel resto del continente.

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