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L’inflazione non è un rischio importante per gli assicuratori, dice JP Morgan

L’aumento dell’inflazione non solo è gestibile, ma non rappresenta un rischio importante per gli assicuratori anche per effetto della maggiore trasparenza imposta da solvency II (la regolamentazione prudenziale sulle compagnie in vigore in Europa). Lo afferma – riferisce Reinsurance News – un report di JP Morgan che si intitola ironicamente “Love Actuary”, facendo il verso ad una famosa pellicola, (“Love Actually”) interpretata da Hugh Grant.

L’argomentazione addotta da JP Morgan è che gli assicuratori del ramo vita offrono per lo più garanzie nominali e sono meno colpiti dall’inflazione, mentre gli assicuratori del ramo danni affrontano un rischio più diretto ma comunque gestibile.

Gli autori scrivono a proposito degli assicuratori vita: “I rendimenti garantiti degli investimenti o le prestazioni di mortalità delle polizze vita sono solitamente di natura nominale. Pertanto, per tali polizze, i pagamenti agli assicurati sono immuni da pressioni inflazionistiche. Fanno eccezione i contratti di rendita e le rendite di massa, in cui i pagamenti delle pensioni durante il pensionamento possono essere legati all’andamento del costo della vita. Tali passività sono comuni nei paesi con un mercato consolidato di prodotti pensionistici a prestazione definita o di riscatti, soprattutto nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Tuttavia, gli aumenti dei pagamenti pensionistici sono solitamente limitati (ad esempio, al 3% o al 5%, a seconda delle regole della polizza o del regime specifico). Inoltre, è molto comune che gli assicuratori vita esposti a tali rischi (ad esempio Legal & General, Aviva, Phoenix, Just e M&G) si coprano contro l’inflazione”.

Per quanto riguarda invece il ramo danni “l’assicurazione è chiaramente soggetta all’inflazione, dato il suo potenziale impatto sui costi di ricostruzione delle proprietà, dei pezzi di ricambio e della manodopera per riparare i beni danneggiati. I costi dell’inflazione salariale sono un fattore importante anche nel ramo danni. Anche l’inflazione sociale, il fenomeno dell’aumento dei risarcimenti nelle cause legali che possono essere coperte dagli assicuratori, ha determinato una significativa inflazione dei costi dei sinistri nei rami Danni commerciali e Responsabilità civile. Tuttavia, si tratta di fattori che gli assicuratori del ramo danni tengono sotto stretto controllo e che vengono presi in considerazione sia nelle riserve sinistri che nella determinazione dei prezzi”. Per giunta le polizze sono normalmente di durata annuale e pertanto le compagnie possono aggiornare i loro tariffari entro un arco piuttosto limitato di tempo così da tenere il passo dell’inflazione.

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