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L’UEA celebra il suo 48° Congresso con un convegno sulla tutela dei consumatori

Il presidente UEA, Roberto Conforti: “La digitalizzazione, giudicata uno strumento, molto utile, ma non un fine, e la competizione tra i distributori sono elementi positivi solo se regolati in modo equo, trasparente e orientati all’unico scopo della tutela del consumatore”

“Chi rispetta la Legge e tutela i consumatori? Intermediari a confronto su sanzioni, reclami e compliance” è il titolo del convegno che ha caratterizzato il quarantottesimo congresso dell’Unione Europa Assicuratori.

Il primo intervento è stato quello di Massimo Ferrero, Responsabile della Direzione B – Comunicazioni, finanza e assicurazioni, posta e immobiliare della Direzione Generale Tutela del Consumatore, sul tema “Intermediari assicurativi e pratiche scorrette: le criticità rilevate da AGCM”.

Ferrero ha parlato dell’attività istruttoria dell’authority che è soprattutto volta a garantire che il consumatore possa operare scelte assicurative in piena consapevolezza e libertà. Il che si traduce nell’assenza di condizionamenti e nella massima informazione e fruibilità dell’offerta che gli viene sottoposta.

Da questa premessa, il focus di AGCM sul mondo del web riguarda le compagnie dirette e i comparatori online, di cui Ferrero ha evidenziato alcune condotte ricorrenti:

  • la proposizione di sconti non adeguatamente motivati che il consumatore non è in grado di verificare;
  • la proposta di preventivi non vincolanti che rende il premio (anche già pagato) non definitivi;
  • la preselezione di garanzie accessorie da parte del comparatore e la conseguente comparazione solo sul prezzo e non sulle effettive garanzie sottostanti;
  • la chiarezza rispetto al ruolo del comparatore che essendo un broker non è uno strumento “neutro” e non propone un confronto su tutti i prodotti del mercato;
  • l’aggressività commerciale che determina, una volta ottenuto un preventivo online, un’attività di pushing non richiesto tramite telefonate di sollecitazione all’acquisto;
  • il pushing sul collocamento di polizze legate ai prestiti personali.

Ferrero ha poi rilevato la minaccia costituita dal collocamento di polizze in abbinamento ad altri prodotti, come avviene da parte delle banche in occasione della stipula dei mutui o da parte di altri operatori finanziari che gestiscono prestiti personali e propongono anche coperture assicurative correlate come la Rc del capofamiglia o polizze sanitarie. In questo caso Ferrero ha sottolineato in particolare alcuni rischi: mancanza di chiarezza e trasparenza, abbinamento forzato della copertura al prestito quindi acquisto condizionato, ostacoli alla mobilità dell’assicurato.

Ultima nota sull’instant insurance e nello specifico le polizze vendute dai gestori di impianti sciistici, anche in questo caso non con adeguata informativa al cliente.

In assenza di Ivass, invitata a partecipare, Stefano Petrussi, partner dello Studio Legale Floreani, ha proposto un’analisi comparativa dei diversi canali distributivi attraverso la lente delle sanzioni e dei reclami dell’Autorità di Vigilanza analizzando i dati pubblici comunicati annualmente.

Dal quadro di sintesi emerge che:

  • il 76% delle sanzioni pecuniarie totali comminate nel 2021 hanno riguardato gli intermediari iscritti in sezione D contro il 16% degli Agenti e l’8% dei Broker;
  • il rapporto tra numero di iscritti al RUI e segnalazioni all’Ivass, nel triennio 2018-2020, vede gli Agenti sotto l’1%, i Broker tra 1,6% e 2,8%; mentre gli iscritti in D tra il 3% del 2020 e il 13,7% del 2018;
  • nel settore Rc Auto, i reclami medi ogni 10.000 contratti sono così ripartiti:

Stefano Montanari (Servizio Distribuzione ANIA) ha portato la voce delle imprese, ricordando l’impatto del regolamento delegato (UE) 2021/1257 che richiede l’integrazione dei criteri di sostenibilità nel processo POG: Eiopa ha chiuso il 13 maggio la pubblica consultazione e sta elaborando linee guida che entreranno in vigore ad inizio agosto.

Per quanto riguarda la revisione della IDD, invece, è stata deciso lo slittamento al biennio 2024-2025, a causa della pandemia e del forte ritardo con cui alcuni Paesi hanno recepito la direttiva, anche in questo caso si preannuncia un focus molto specifico sulle preferenze di sostenibilità dei clienti e l’adeguatezza dei prodotti.

Montanari ha sottolineato come il compito delle compagnie, attraverso le reti di intermediazione, sia soprattutto quello di accelerare il necessario cambio di percezione da parte dei consumatori e del sistema Paese per colmare il gap di copertura che ancora scontiamo rispetto ai principali Paesi europei. Infatti, l’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul PIL in Italia è pari all’1% rispetto a una media europea del 2,6% e il premio medio per abitante del nostro Paese è circa un terzo di quello dei principali Paesi UE.

Il fenomeno della sottoassicurazione appare ancora più preoccupante oggi che le Assicurazioni sono chiamate ad integrare l’intervento statale in due ambiti cruciali: la sanità e gli eventi catastrofali.

L’ecosistema assicurativo, ha spiegato Montanari, è costituito certamente dagli attori del mercato, ma anche dalla digitalizzazione e dai nuovi rischi, legati alla sostenibilità ad esempio, ma anche all’evoluzione delle scelte dei consumatori, in termini di nuove forme di mobilità, alle conseguenze della pandemia sull’health care e alle mutate esigenze in ambito cyber security.

Il web costituisce una grande opportunità per la libertà di scelta del consumatore e per incentivare la concorrenza, l’essenziale è garantire per ogni canale trasparenza e regolamenti comuni. Un accenno anche al contratto base e al nuovo Preventivatore Ivass, strumenti importanti che non tolgono però l’importanza di una consulenza professionale in grado di far emergere, decodificare e dare adeguata copertura ai bisogni dei consumatori, ancorché “phygital”. Per questo, l’ultima chiosa sulla formazione e la cultura assicurativa, dei consumatori che sanno poco di assicurazioni, ma soprattutto degli intermediari che non possono limitarsi all’obbligo di legge delle 30 ore Ivass.

Con l’intervento del socio UEA Jean François Mossino, presidente della Commissione Agenti del BIPAR, sono stati analizzati alcuni aspetti del sistema distributivo francese e spagnolo.

Mossino ha riassunto le macro differenze riguardanti l’intermediazione in Spagna, dove operano 65mila agenti in esclusiva, la rappresentanza sindacale è molto frammentata (esistono 14 sindacati) e rappresenta contestualmente agenti e broker; non esistono i gruppi agenti e molte questioni politiche, POG e IBIPs ad esempio, sono demandate interamente alle mandanti che, per altro, rispondono dell’operato degli agenti.

Invece in Francia la rappresentanza agenziale è unica per tutto il territorio nazionale, di cui i gruppi agenti costituiscono parte integrante; tuttavia, anche per la netta preponderanza del monomandato, su molti aspetti chiave, uno fra tutti il tema della proprietà dei dati, la scelta politica francese è quella di ritenere i dati di proprietà della compagnia.

In ultimo Mossino ha ricordato il tema della remunerazione degli agenti, storica battaglia del Bipar, sottolineando come le provvigioni siano un elemento fondamentale e come alcuni importanti voci di costo non possano essere “scaricate” sugli assicurati.

A chiusura del convegno, il presidente UEA, Roberto Conforti, ha ricordato due pietre miliari UEA: il Codice Morale del 1973 e la Carta dei Diritti dell’Assicurato del 1979. Questi due documenti che hanno fondato l’agire dell’associazione nell’ultimo mezzo secolo richiamano il mercato e tutti i suoi operatori alla necessità di rispettare e onorare il valore sociale delle assicurazioni. Conforti ha ricordato come, in questo senso, la digitalizzazione – giudicata uno strumento, molto utile, ma non un fine – e la competizione tra i distributori siano elementi positivi solo se regolati in modo equo, trasparente e orientati all’unico scopo della tutela del consumatore.

Leggi anche XLVII Congresso UEA

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