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Usa: State Farm nella bufera per l’appoggio (poi ritirato) al programma informativo transgender

Il gigante assicurativo Usa State Farm è al centro di molte polemiche per il suo appoggio (poi revocato) ad un programma informativo transgender (“GenderCooI Peoject”). La compagnia era stata presa di mira perché il progetto – scrive il Chicago Tribune – poteva includere la distribuzione di materiale informativo sui  transgender a bambini che frequentano scuole o biblioteche. Alla fine State Farm ha annunciato la fine della sua collaborazione al progetto ma, a quel punto, è stata la comunità gay e transgender statunitense ad esprimere la sua contrarietà.

“Quando è venuto alla nostra attenzione che State Farm aveva annullato questa partnership con il progetto GenderCool, abbiamo ritenuto che fosse riprovevole”, ha affermato il senatore statale Mike Simmons, un democratico del North Side e il primo senatore statale apertamente gay in Illinois. “Abbiamo bisogno di alleati che siano reali e che stiano davvero al fianco della comunità LGBTQIA+, in particolare in un momento come questo in cui siamo sotto attacco in così tante parti del paese”. Secondo Simmons State Farm ha fatto una “concessione istintiva al bigottismo” abbandonando il suo sostegno al progetto GenderCool.

Tutto era iniziato a gennaio quando State Farm aveva inviato una lettera per reclutare 550 tra agenti e dipendenti per partecipare al programma donando un pacchetto di tre libri a insegnanti, centri comunitari e biblioteche. La partecipazione al programma GenderCool era stata stigmatizzata da Consumers’ Research, gruppo educativo senza scopo di lucro con sede a Washington, che aveva lanciato una campagna ostile nei confronti del programma, rivolto anche a bambini di 5 anni. Alle critiche aveva risposto Brian Johnson, CEO di Equality Illinois, un’organizzazione senza scopo di lucro che sostiene i diritti LGBTQ, secondo cui la partnership di State Farm con GenderCool non era specificatamente rivolta ai bambini nelle scuole. “Questo era un programma di volontariato con State Farm per dipendenti e agenti … per assicurarsi che i libri che parlano dell’identità di genere in modo accurato e affermativo fossero accessibili alle persone che lo desideravano”. Per placare le polemiche la compagnia aveva comunque annunciato la fine della sua collaborazione al programma.

L’educazione all’identità di genere nelle scuole è diventata una questione parafulmine sulla scia della recente legislazione promulgata in Florida, Texas e altri stati, che i critici hanno soprannominato leggi “Non dire gay”. A marzo, il governatore della Florida Ron DeSantis ha firmato una legge che “proibisce la discussione in classe sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere” dalla scuola materna fino alla terza elementare. La legge sui diritti dei genitori nell’istruzione ha suscitato indignazione tra i sostenitori LGBTQ+ e l’opposizione di dozzine di aziende, tra cui Disney, che ha 77.000 dipendenti nel suo parco a tema Disney World a Orlando.

Il mese scorso, World Business Chicago, il braccio di sviluppo economico pubblico-privato della città, ha lanciato una campagna di marketing in Florida, Texas e Arizona per promuovere a Chicago un clima imprenditoriale più inclusivo.

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