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Svizzera: industria farmaceutica sconta “in segreto” i medicinali ammessi al servizio sanitario nazionale

Il parere di una Ong critica la pratica del governo di concordare modelli di sconto con le imprese ma senza darne evidenza

Finora sottoscritti un centinaio di questi accordi

Il Consiglio federale elvetico e l’industria farmaceutica vogliono limitare l’accesso ai documenti riguardanti le trattative sui modelli “di sconto” da applicare ai prezzi dei nuovi farmaci. Un parere giuridico commissionato dall’organizzazione non governativa (ong) Public Eye critica ora aspramente questo approccio, secondo quanto riferito dai settimanali “NZZ am Sonntag” e “Le Matin Dimanche”, che hanno visionato la perizia.

Nell’intento di comprimere i costi sanitari, il governo invierà al parlamento nelle prossime settimane un pacchetto di misure, tra cui appunto i modelli “di sconto”, negoziati con le aziende farmaceutiche quando un medicinale viene ammesso dall’assicurazione obbligatoria. All’origine della mossa vi è la consapevolezza che i farmaci costituiscono una fetta non indifferente della spesa per la salute, i torno al 20% del costo totale.

Secondo quanto riferito dai giornali, alla base delle trattative per fissare i modelli di prezzo vi è un meccanismo ben preciso: l’industria propone ufficialmente dei prezzi pubblici, quelli utilizzati per i confronti internazionali, poi però in segreto negozia assieme all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sconti basati su vari criteri. Ad oggi, rilevano le due testate, le autorità competenti hanno concluso già un centinaio di accordi in questo senso.

Finora la maggior parte di questi ribassi concessi dall’industria farmaceutica poteva essere trovata cercando nelle varie banche dati pubbliche. Ora, con il suo progetto, il Consiglio federale mira a proteggerne la segretezza limitando l’accesso alle informazioni. Per Public Eye – citata dai domenicali – si tratta di un “regalo all’industria farmaceutica che sacrifica il principio di trasparenza del processo”.

Secondo la perizia voluta dall’organizzazione e realizzata dallo studio legale Wagner Prazeller Hug di Basilea, la limitazione del principio di trasparenza voluta dal Consiglio federale creerebbe “un precedente problematico” e contravverrebbe all’obiettivo di trasparenza dell’amministrazione.

“Soprattutto nel campo delle assicurazioni sociali, che generano costi considerevoli per lo Stato e per gli assicurati, non sembra accettabile limitare la trasparenza dell’amministrazione per soddisfare interessi legati alla politica e all’economia”, scrivono gli autori del parere.

Leggi anche USA: la riforma dei farmaci da prescrizione potrebbe portare risparmi di spesa per quasi 300 miliardi

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