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Trend: i rischi associati al cambiamento climatico potrebbero generare entro il 2025 un insurance gap fino a $1,86 trilioni

PWC pubblica il report Insurance 2025 and Beyond sui trend dell’industria delle polizze

I rischi associati al cambiamento climatico potrebbero potenzialmente generare un insurance gap (quota dei rischi non coperta da una polizza) pari a 1.860 miliardi di dollari a livello globale entro il 2025. Questa – scrive Noticias Financieras – è una delle principali conclusioni del rapporto “Insurance 2025 and Beyond” di PwC che illustra le principali tendenze che caratterizzeranno il futuro del settore assicurativo nei prossimi anni. La maggior parte di questa esposizione corrisponderebbe alle assicurazioni legate alla protezione di case e proprietà contro varie catastrofi naturali come inondazioni, terremoti ed eventi meteorologici estremi, come tempeste o incendi. Il rapporto sottolinea la grande opportunità che le questioni ambientali, sociali e di governance (ESG), in particolare quelle legate al cambiamento climatico, possono rappresentare per le assicurazioni

Gli assicuratori hanno ancora molta strada da fare per sfruttare questa opportunità, ad esempio integrando i rischi climatici nei loro portafogli prodotti, creando prodotti assicurativi specifici o ridisegnando i loro modelli interni di rischio e di pricing.

Oltre alla sostenibilità e al cambiamento climatico, il rapporto rivela altre quattro tendenze importanti che determineranno il futuro del settore nei prossimi anni: il calo della fiducia del pubblico nelle istituzioni finanziarie e negli assicuratori, unito alla scarsa educazione finanziaria della popolazione, l’aumento delle disuguaglianze a causa della pandemia e l’erosione della classe media, che sta facendo sì che il divario tra i rischi potenziali esistenti nel mondo e i premi assicurativi effettivamente sottoscritti per coprirli aumenti drasticamente dal 2000, raggiungendo 1,4 trilioni di dollari entro il 2020. Una cifra che, secondo le stime di PwC, potrebbe salire a 1.86 trilioni di dollari entro il 2025 (+6,1%), con la regione Asia-Pacifico che rappresenta più della metà dei rischi non assicurati a livello mondiale.

Un’altra tendenza futura evidenziata da PwC è che i consumatori oggi non cercano solo di proteggersi dalle perdite finanziarie, ma vogliono anche soluzioni personalizzate e assicurazioni che li aiutino ad affrontare la loro vita quotidiana.

In questo contesto, la rapida evoluzione delle piattaforme digitali e dell’e-commerce sta costringendo gli assicuratori a puntare su nuovi canali di distribuzione oltre a quelli tradizionali. Ad esempio, secondo un’indagine condotta da PwC tra gli assicuratori negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il 27% distribuisce già i propri prodotti attraverso gruppi e realtà legate all’economia digitale o alla gig economy – e il 35% sta valutando di farlo -; il 19% lo fa attraverso società di servizi, come le compagnie elettriche, telefoniche o di viaggio; il 15% con grandi rivenditori (come Amazon).

Leggi anche Il cambiamento climatico fa paura ma gli italiani temono rialzo dei prezzi

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