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Il 50% dei punti di ricarica per auto elettriche in Europa si trova in Olanda e Germania

Secondo una nuova indagine condotta da Acea (Associazione europea dei produttori di automobili) la metà di tutti i punti di ricarica per auto elettriche presenti nell’Unione Europea sono concentrati in soli due Paesi: Paesi Bassi con 90.284 punti (29,4%) e Germania con 59.410 (19,4%).

Si tratta di dati aggiornati al 2021 che fotografano una situazione del tutto anomala, visto che i due Paesi occupano meno del 10% dell’intera superficie dell’UE.

L’altra metà di tutti i punti di ricarica è sparsa nei restanti 25 Paesi UE, coprendo il 90% della superficie della regione.

Insomma, c’è di che lamentarsi sulla distribuzione disomogenea delle ricariche pubbliche a livello continentale.

La terza posizione in classifica è occupata dalla Francia con 37.128 stazioni seguita da Svezia (25.197), Italia (23.543), dove il 57% circa delle infrastrutture sono distribuite al nord.

I Paesi con meno stazioni di ricarica sono Cipro (57), Malta (98), Lituania (207), Estonia (385) e Lettonia (420).

Il divario tra i Paesi in cima e quelli in fondo alla classifica UE è dunque enorme e sulla distribuzione delle infrastrutture, si nota una spaccatura tra i paesi dell’Europa centrale e orientale da un lato, e quelli dell’Europa occidentale dall’altro. Basti pensare alla Romania, circa sette volte più grande dei Paesi Bassi, che ha solo lo 0,4% di tutti i punti di ricarica dell’UE.

Nonostante negli ultimi cinque anni si sia registrato un forte aumento del numero di punti di ricarica nella Ue (+180%), il numero totale (307.000) è molto inferiore a quanto richiesto, osserva l’Acea.

L’associazione indica che entro il 2030 sarebbero necessari fino a 6,8 milioni di punti di ricarica pubblici per raggiungere la riduzione del 55% di Co2 proposta per le auto, il che corrisponderebbe a una crescita di oltre 22 volte in meno di 10 anni. Il regolamento sulle infrastrutture dei combustibili alternativi (Afir) – proposto dalla Commissione europea lo scorso anno – ha lo scopo di aiutare ad affrontare la situazione, tuttavia, il suo livello di ambizione è del tutto insufficiente. “Mentre alcuni Paesi stanno installando infrastrutture di ricarica in numero sufficiente, la maggior parte è in ritardo”, ha dichiarato il direttore generale di Acea, Eric-Mark Huitema, commentando il report. “Le forti disparità dimostrano la necessità di interventi forti che siano armonizzati in tutti gli Stati membri dell’UE. Esortiamo pertanto i responsabili politici a rafforzare le attuali strategie in modo che possa raggiungere l’obiettivo di costruire una fitta rete europea di stazioni di ricarica, che si estenda da nord a sud e da est a ovest”.

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