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Usa: Biden propone riforma per assicurazione pubblica sulle inondazioni

La NFIP attualmente copre 5 milioni di americani ma ha accumulato un debito non più sostenibile di $20,5 miliardi

Tra le proposte in discussione c’è il divieto di assicurare nuove case edificate in aree a rischio di inondazione e anche quella, che fa più discutere, di disdettare i contratti assicurativi dopo il quinto allagamento di un’abitazione

L’amministrazione Biden ha avanzato un’importante revisione del National Flood Insurance Program (NFIP), la principale fonte di assicurazione pubblica per garantire le abitazioni dai rischi di inondazione. In tutto – spiega Government Executive Magazine – il governo ha presentato 17 proposte legislative che, nel complesso, rappresenterebbero la più grande riforma per la gestione delle emergenze dall’inizio del programma. Ed hanno il potenziale per modificare drasticamente il modo in cui gli americani proteggono le loro case e le loro aziende dalle inondazioni. Al momento, in 21 Stati non esistono leggi che impongano ai venditori di dichiarare se la proprietà che stanno vendendo si è già allagata e se è probabile che si allaghi di nuovo. L’amministrazione Biden vuole cambiare questa situazione garantendo ai potenziali proprietari di case o affittuari una piena trasparenza sulla storia dell’abitazione e sui suoi rischi.

Ancora più radicale è poi il divieto al NFIP di assicurare le case di nuova costruzione in aree a rischio. I proprietari di case che intendessero ugualmente costruirle dovrebbero rivolgersi a compagnie assicurative private, che di solito offrono premi più costosi. Lo stesso vale per chi detiene mutui su proprietà che si allagano ripetutamente. Le persone che possiedono “proprietà con perdite eccessive”, ovvero proprietà che si sono allagate più volte e che richiedono ogni volta un risarcimento assicurativo di almeno 10.000 dollari, potrebbero perdere l’accesso all’assicurazione governativa sulle loro proprietà dopo il quarto sinistro. Inoltre, il NFIP non emetterà nuove polizze assicurative per gli edifici commerciali, indipendentemente dalla loro ubicazione o dalla data di costruzione, lasciando che a questa finalità provvedano le assicurazioni private.

Per decenni, il NFIP ha subito un’emorragia di denaro a causa delle inondazioni che hanno colpito gli americani in tutti gli Stati Uniti con sempre maggiore intensità. Il governo federale non ha mai voluto che il NFIP generasse profitti come farebbe una compagnia assicurativa privata. Il NFIP è stato istituito per necessità: le inondazioni erano, e sono tuttora, difficili da assicurare. È raro che una singola casa si allaghi in un evento alluvionale; più comunemente, più case si allagano nello stesso quartiere o città. Il settore assicurativo privato a suo tempo decise che coprire quei rischi non sarebbe mai stata un’impresa redditizia. Da allora alcune compagnie hanno cambiato idea. Fatto sta che il Congresso istituì il NFIP nel 1968 per fornire un’opzione pubblica che, secondo il governo federale, era meglio di nessuna opzione e comunque meno costosa del salvataggio delle persone ogni volta che si verificava un uragano o un altro evento alluvionale. L’NFIP copre oggi circa 5 milioni di americani. Chiunque viva in una zona alluvionale e abbia un mutuo garantito dal governo federale è obbligato a sottoscrivere la copertura pubblica. Ma il programma è in rosso dopo anni di grandi uragani consecutivi e decenni di tariffe scontate per l’assicurazione contro le inondazioni: ha un debito di 20,5 miliardi di dollari nei confronti del Dipartimento del Tesoro e paga 300 milioni di dollari di interessi annuali. Lo status quo, secondo l’amministrazione Biden è insostenibile e si impone una drastica correzione di rotta.

Oltre a introdurre uno standard nazionale di assicurazione contro le inondazioni, a vietare l’assicurazione per le nuove case in aree a rischio di inondazione e per gli edifici commerciali e a cancellare l’assicurazione per le proprietà che hanno subito perdite eccessive, l’amministrazione chiede al Congresso di cancellare il debito di 20,5 miliardi di dollari e di istituire un programma di sovvenzioni affinché gli americani a basso reddito possano permettersi l’assicurazione contro le inondazioni.

Non sono mancati commenti scettici su alcune misure proposte. ”Alcune delle persone che vivono in luoghi a rischio di inondazioni non sono lì perché è una casa al mare e amano la comodità di essere vicino all’acqua”, ha detto Miyuki Hino, professore assistente presso l’Università della Carolina del Nord ed esperto di rischio climatico. “Sono lì perché è l’abitazione più accessibile o perché la loro famiglia possiede la casa da generazioni e non hanno alternative”. Se questi proprietari di casa non fossero in grado di ottenere un’assicurazione attraverso il NFIP, potrebbero scegliere di rinunciare del tutto all’assicurazione contro le inondazioni invece di cercare di spostarsi o di ottenere una copertura potenzialmente più costosa attraverso un assicuratore privato. Questo li renderebbe più vulnerabili quando la loro casa si allagherà nuovamente.

Leggi anche USA: 146 milioni di abitazioni a rischio inondazioni

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