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L’80% delle assicurazioni ha avviato partnership con nuovi player per ampliare l’offerta nel comparto salute

Secondo una ricerca svolta da EY e IIA, il 63% dei player assicurativi vede nel miglioramento dell’interazione con i clienti e nei nuovi servizi di prevenzione e assistenza la maggiore opportunità in ambito salute

EY e IIA – Italian Insurtech Association hanno realizzato lo studio “Tech in insurance & health: l’opportunità di una trasformazione digitale integrata”, per osservare come potrà evolvere nei prossimi anni l’offerta assicurativa nel comparto della sanità.

L’analisi ha coinvolto compagnie, insurtech, player health tech, operatori sanitari, pubblici e privati, e ha evidenziato l’evoluzione dell’assicuratore verso un ruolo sempre più attivo nel guidare il cliente in tutto il suo percorso e non più confinato al solo compito di rimborsare il sinistro. 

Il 63% degli intervistati ritiene infatti che le principali opportunità di miglioramento in ambito salute riguardino il perfezionamento delle interazioni con il cliente, nell’ottica di una maggiore offerta di servizi personalizzati.

Le compagnie sono chiamate a evolversi per assumere un ruolo sociale determinante nella sfera della salute, individuando soluzioni che consentano di estendere l’offerta di servizi e coperture a pazienti con patologie croniche o soggetti rischiosi, prima esclusi. 

Secondo il 70% degli intervistati sarà fondamentale favorire la transizione e lo sviluppo di ecosistemi in ambito salute, dove operatori sanitari, Health Tech e compagnie assicurative opereranno in maniera integrata e sinergica – nel pubblico e nel privato – per ridurre i costi di distribuzione e offrire servizi di prevenzione e di copertura innovativi.

Negli ultimi anni, infatti, il tema “salute” ha acquisito un’importanza sempre maggiore per i consumatori. Il 40% del campione intervistato ha indicato la crisi pandemica come principale motivazione per il bisogno di una maggiore protezione in ambito salute e conseguentemente dell’aumento nella vendita di polizze salute abbinate a servizi/programmi di prevenzione e monitoraggio.

Per metà del campione la crescita è dipesa invece da un aumento della domanda e dell’offerta a prescindere dal Covid-19.

Secondo il 63% degli intervistati i servizi che accompagnano il paziente nel suo percorso di cure dovrebbero essere parte integrante della nuova offerta.

Marco Concordati, partner insurance business transformation di EY, ha dichiarato: “Le compagnie assicurative si trovano in una posizione cruciale per intercettare la crescente domanda di servizi sanitari nel nostro Paese, dove l’età media della popolazione e le patologie croniche sono destinate a crescere nei prossimi anni a fronte di un’offerta sanitaria pubblica in progressiva contrazione “. Per riuscire a cogliere tempestivamente questa opportunità, le compagnie sono chiamate a promuovere un cambio di paradigma della protezione assicurativa classica, limitata alla cura della malattia e al risarcimento del danno, verso un modello che mette al centro il paziente e punta alla prevenzione, contribuendo all’adozione di comportamenti sani e virtuosi e alla diagnosi precoce e migliorare, per quanto possibile, i conti tecnici delle compagnie riducendo l’incidenza dei sinistri”.

La survey di EY e IIA evidenzia un ritardo nell’adozione di tecnologie innovative per assistere il cliente nella fruizione di servizi come: ritiro esami, prenotazione visite, visualizzazione cartella medica. Solo il 50% degli intervistati dichiara che sono previste tecnologie IoT e app per supportare il cliente nel gestire tali prestazioni; per l’88% il consulto telefonico è ancora lo strumento più utilizzato, seguito dal teleconsulto nel 75% dei casi. Offerte assicurative che presentano già un’integrazione di tali servizi hanno registrato un incremento delle vendite, nel 77% dei casi.

Per la maggior parte degli intervistati l’aumento rispetto al 2021 si attesta intorno al 10% ma alcune compagnie hanno registrato un significativo +50%. Anche per i servizi salute non venduti in maniera integrata con il prodotto assicurativo, il mercato ha rilevato un crescente interesse da parte dei clienti, con un tasso di adesione superiore al 20%, per circa il 70% delle Compagnie intervistate.

“Negli ultimi cinque anni i principali investimenti in insurtech sul piano internazionale sono stati canalizzati da startup attive in ambito salute. Questo ha comportato l’emergere di champion insurtech che stanno rivoluzionando radicalmente le modalità di fruizione dei prodotti assicurativi: rimborso, spese mediche e dei servizi sanitari digitali ed essi collegati, ha dichiarato Gerardo Di Francesco general secretary, IIA – co-founder Wide Group Spa. “L’industria assicurativa si trova dunque di fronte ad un’opportunità senza precedenti. Opportunità che, per essere colta, necessita di investimenti in piattaforme nuove e tecnologicamente avanzate, prodotte internamente o in partnership con startup insurtech, che riescano ad andare incontro alle esigenze del consumatore e del paziente digitale”.

Per ampliare la propria offerta, e migliorare il time to market le compagnie hanno iniziato a collaborare con diversi soggetti (operatori sanitari, aziende farmaceutiche, fornitori di tecnologia, ecc.) nella progettazione di nuovi ecosistemi sanitari integrati. Oltre l’80% delle compagnie ha avviato collaborazioni, a partire dal 2020, con nuovi player quali HealthTech (58%), operatori salute (42%), InsurTech (16%) e cliniche/strutture convenzionate (33%). La ricerca evidenzia infine come muterà il ruolo delle compagnie assicurative per superare l’ottica di breve periodo “sinistri/prestazione/rimborso” e passare a relazioni di medio-lungo periodo incentivando la prevenzione e al contempo ridurre i costi legati a cure e rimborsi. Infatti, il 75% delle compagnie ha indicato di stare investendo in collaborazioni con player non assicurativi per proporre offerte sempre più innovative e servizi a valore aggiunto al cliente, per incentivare il passaggio al “from cure to care”.

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