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Osservatorio Europeo sulla sicurezza: i maggiori timori per i cittadini sono ambiente (58%) e guerra (49%)

Secondo lo studio presentato da Fondazione Unipolis e Demos&Pi, i problemi di ordine economico rappresentano la priorità che il Governo nazionale dovrebbe affrontare secondo gli italiani (39%)

Presentata la quattordicesima edizione del rapporto dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, realizzato da Demos&Pi e Fondazione Unipolis, che, quest’anno ha realizzato due rilevazioni demoscopiche per indagare sul senso di insicurezza dei cittadini e sul tema della giustizia intergenerazionale. 

Analizzando i risultati dell’Osservatorio si nota che secondo il 39% dei cittadini italiani, il Governo dovrebbe farsi carico, in maniera prioritaria, dei problemi di ordine economico (in linea con il 40% dei cittadini europei).

I timori che destano maggiore apprensione negli italiani sono quelli riconducibili all’insicurezza globale (75%), ossia le paure legate ad “Ambiente e natura”, “Sicurezza alimentare”, “Guerre” e “Globalizzazione”.

Colpisce il 59% di giovani italiani (contro una media europea del 52%) convinto che l’unica speranza per fare carriera sia andare all’estero, mentre il 62% (rispetto al 50% degli europei) pensa che i lavoratori anziani blocchino le carriere dei giovani.

Le priorità e le emergenze che il Governo dovrebbe affrontare secondo i cittadini italiani

Entrando nel dettaglio dei dati raccolti dall’Osservatorio, l’intervento militare russo in Ucraina ha accresciuto l’incidenza dei problemi di ordine economico sentiti in Italia (39%) e in Europa (40%), rispetto al 30% dello scorso anno.

La seconda priorità è rappresentata in Italia da inefficienza e corruzione politica (17%), seguita dal cambiamento climatico (9%) e dalla qualità dei servizi (9%).

Le preoccupazioni per il Covid-19 sembrano perdere terreno. Nel 2021, 1 italiano su 4 indicava la gestione della pandemia come priorità. Oggi tale dato, in Italia e in Europa, si attesta intorno al 5%.

Sulle questioni economiche, il grado di soddisfazione complessivo dei nostri concittadini circa l’andamento dell’economia nazionale risulta piuttosto basso (29% rispetto a una media europea del 36%).

Più elevato è invece il dato sul grado di soddisfazione per la situazione economica della propria famiglia (55% rispetto a una media europea del 51%) mentre solo 1 italiano su 3 (rispetto al 49% registrato in Europa) è soddisfatto delle opportunità di lavoro.

I timori che destano maggiore apprensione negli italiani

I timori che destano maggiore apprensione negli italiani sono quelli riconducibili all’insicurezza globale (75%), ossia le paure riconducibili ad “Ambiente e natura”, “Sicurezza alimentare”, “Guerre” e “Globalizzazione”. A seguire le preoccupazioni legate all’insicurezza economica (51%), su tutte il timore di non avere o perdere la pensione (30%) e all’insicurezza legata alla criminalità (32%), tra le quali svetta la preoccupazione connessa alla criminalità organizzata (35%).

Il primato dell’insicurezza globale è legato, in prevalenza, alla crescita, dell’indicatore relativo alla paura della guerra.

Il rapporto tra i giovani e la giustizia sociale

L’indagine ha, inoltre, investigato il rapporto tra i giovani e la giustizia intergenerazionale. I dati rivelano come i giovani italiani, a livello europeo, siano quelli più convinti che oggi l’unica speranza per fare carriera sia andare all’estero. In particolare, il dato relativo al nostro paese è pari al 59% contro una media europea del 52% e riflette l’idea di un mondo del lavoro problematico nelle percezioni dei concittadini più giovani. Dalla ricerca emerge, inoltre, come il 62% dei giovani italiani (rispetto al 50% degli europei) ritenga che i lavoratori anziani blocchino le carriere dei giovani.

In tema pensione, i giovani italiani lasciano trasparire una sorta di rassegnazione: se il 10% dei giovani residenti nei cinque paesi analizzati ritiene che quanti oggi abbiano 20 anni non riceveranno la pensione, il dato degli italiani quasi raddoppia salendo al 18%. 

Sul piano delle istituzioni, i dati mostrano un basso grado di fiducia istituzionale degli italiani nei confronti di tutti gli organismi considerati, sia nazionali sia sovranazionali. In particolare, Stato e UE, che fanno osservare -8/9 punti percentuali rispetto alla media dei paesi europei considerati. La fiducia nelle Nazioni Unite e nel Parlamento presenta nel caso italiano un gap di -14 punti ognuno.

Leggi anche Presentato il rapporto dell’osservatorio europeo sulla sicurezza realizzato da Demospi e Fondazione Unipolis

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