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La grande trasformazione del settore automotive

Da un’indagine realizzata da Intesa Sanpaolo emerge come quasi il 70% delle aziende intervistate abbiano un centro di ricerca e sviluppo e come vi sia un forte legame tra dimensione dell’impresa e ammontare degli investimenti in questo ambito

Il settore automotive si trova in una fase di profonda trasformazione, anche alla luce delle ultime istanze provenienti dalle istituzioni europee in materia di auto elettriche. Inevitabile per il comparto auto una revisione del business model tradizionale, cambiamenti strutturali degli investimenti, un’accelerazione della crescita di scala per tutte le aziende della filiera.

Ne hanno parlato rappresentanti di istituzioni, associazioni, imprese e mondo della finanza, nel corso dell’evento “Trasformazione e sostenibilità: le sfide e le opportunità per la filiera automotive”, organizzato l’altro giorno a Milano dalla divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo.

I dati sul settore automotive dimostrano quanto il comparto sia strategico per il sistema economico europeo: l’8% del PIL dell’Unione Europea è rappresentato da ricavi generati dal comparto auto; l’11,5% della forza lavoro manifatturiera e ben il 6,6% della forza lavoro complessiva in Europa è coinvolta nel settore.

L’intero ecosistema dell’auto sta vivendo una trasformazione epocale guidata da diversi fattori, fra cui il cambiamento nelle preferenze dei consumatori, la spinta legislativa verso modelli di sostenibilità di lungo termine, l’evoluzione tecnologica a favore di modelli di trazione green, la crescente digitalizzazione e nuovi sviluppi nell’ambito delle filiere di approvvigionamento internazionali.

Per competere in tale contesto, occorreranno cambiamenti strutturali degli investimenti a favore della transizione ESG, della smart mobility, della crescita di scala per tutte le aziende della filiera, attraverso una profonda revisione del business model tradizionale, oltre a forme di aggregazione per ottenere massa critica.

I lavori sono stati aperti dall’intervento istituzionale di Gilberto Pichetto Fratin, Viceministro dello Sviluppo Economico e da Mauro Micillo, Chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, il quale ha tenuto a sottolineare che con l’evento milanese “il nostro Gruppo si conferma non solo a supporto dell’economia, ma intende farsi parte attiva nell’anticipare i grandi cambiamenti strutturali e tecnologici dell’industria automobilistica sostenendo i piani di consolidamento e di sviluppo per l’intera filiera produttiva. In questo ambito è essenziale un dialogo costruttivo fra tutte le imprese del settore e le istituzioni per sostenere un programma di rilancio strategico e di lungo termine, focalizzato sulla sostenibilità, sull’innovazione tecnologica, sulla specializzazione di prodotto e sulla crescita dimensionale. Il settore automotive ha sempre rappresentato un vertice tecnologico e un elemento essenziale del sistema produttivo italiano e sono certo che, grazie alle eccellenti capacità imprenditoriali che lo caratterizzano, continuerà a essere parte integrante del tessuto industriale strategico dell’Italia e dell’Europa”.

Durante i lavori, la direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo ha presentato i risultati di un’indagine realizzata tra marzo e giugno. Sono state intervistate 126 imprese specializzate nella filiera dell’automotive italiana, soprattutto di dimensioni medie e grandi, con un fatturato complessivo che nel 2021 è stato pari a circa 15 miliardi di euro.

Le imprese coinvolte mostrano una buona diversificazione produttiva e una elevata propensione a innovare: il 69% ha, infatti, un centro di ricerca e sviluppo, con punte del 78% tra le imprese più grandi. I fornitori di tecnologie e le università potranno divenire i principali partner delle aziende del settore: sono, infatti, stati indicati come potenziali partner rispettivamente dal 61% e dal 54% delle imprese intervistate.

Quasi nove imprese su dieci dichiarano di considerare un’opportunità la transizione tecnologica in corso nel settore.

Sono però necessari rilevanti investimenti in R&S e vi è ancora un forte legame tra dimensione dell’impresa e progetti di innovazione.

Leggi anche Automotive: un settore sempre più al femminile

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