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GB: in rivolta gli investitori asiatici di HSBC

 Il maggior azionista della banca, Png An continua a sollecitare la separazione delle attività asiatiche da quelle europee

Il management contrario a nominare un rappresentante della compagnia cinese nel suo board

Migliori del previsto i conti semestrali del gruppo ma inferiori del 15% rispetto a quelli del 2021

I dirigenti di HSBC – riferisce Reuters – incontreranno gli investitori al dettaglio ì a Hong Kong nel tentativo di convincere gli azionisti che la loro strategia di operare come banca globale è fondamentale per stimolare la crescita.

Il gruppo londinese è sottoposto a pressioni da parte del suo maggiore azionista, Ping An (il maggior gruppo assicurativo cinese) affinché scorpori le sue attività principali in Asia per aumentare i rendimenti per gli azionisti. HSBC ha respinto l’invito alla scissione che – ha dichiarato la banca – rischia di comportare enormi costi di esecuzione una tantum, tasse più elevate e costi di gestione correnti per la banca. Le dichiarazioni sono arrivate nel giorno in cui HSBC ha comunicato i conti della sua semestrale, chiusi con utili superiori alle previsioni benché in diminuzione del 15% rispetto all’anno precedente. La banca, sempre nel tentativo di riportare la pace tra i propri azionisti, ha anche promesso dividendi più sostanziosi, mandando le sue azioni quotate a Hong Kong ai massimi di un mese.

Ping An ha acquisito una partecipazione in HSBC dal 2017, quando il prezzo delle azioni della banca era superiore di circa un terzo. All’inizio di febbraio l’assicuratore possedeva l’8,23% della banca.

Anche altri investitori asiatici chiedono un cambiamento di strategia. “Gli azionisti retail accoglierebbero con favore qualsiasi proposta che modifichi lo status quo o aumenti la fiducia degli investitori nel management”, ha dichiarato l’azionista Ken Lui, fondatore di un gruppo di azionisti di HSBC. “Ma perché mi esprimo e sostengo la proposta di spin-off? Perché non ho fiducia nel management”, ha detto.

Un politico di Hong Kong ha inoltre esortato HSBC a nominare i rappresentanti di Ping An nel suo board. L’invito stato tuttavia restituito al mittente dall’amministratore delegato di HSBC Noel Quinn. “C’è un potenziale conflitto di interessi – ha sottolineato parlando con i giornalisti – dato che il loro modello di business si sovrappone al nostro in termini di assicurazioni e banche”.

Nel 2016, HSBC ha deciso di mantenere la propria sede a Londra, rifiutando l’opzione di spostarla nuovamente a Hong Kong, il suo principale centro di generazione di profitti. Nel 2021- ha scritto SeeNews Banking – le operazioni asiatiche di HSBC hanno prodotto circa il 65% dell’utile ante imposte riportato dalla società di 18,9 miliardi di dollari (€18,5 miliardi).

Leggi anche Cina: piani di espansione di HSBC nel settore assicurativo

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