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Catastrofi naturali: nel 1° semestre 2022 danni economici per 72 miliardi, dice Swiss Re

Le perdite subite dagli assicuratori sono ammontate a 35 miliardi(+ 22% rispetto alla media decennale)

A giugno la temperatura media globale più alta degli ultimi tenta anni

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Nel primo semestre del 2021 alluvioni e tempeste in tutto il mondo hanno causato perdite economiche per 72 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 91 miliardi dell’anno passato. La stima viene Swiss Re e conferma il trend già segnalato nei giorni scorsi dall’altro grande riassicuratore mondiale, Munich Re, e dal gruppo di brokeraggio Aon. Le perdite assicurate, cioè quelle a carico delle compagnie, hanno raggiunto i 35 miliardi superando del 22% la media dell’ultimo decennio.

Il gruppo svizzero ha evidenziato il peso crescente dei cosiddetti disastri secondari, associati agli effetti del cambiamento climatico e sempre più costosi. In questa categoria rientrano, ad esempio, le alluvioni in Australia, i temporali invernali di febbraio in Europa o le grandinate in Francia. A differenza di uragani e terremoti – ha spiegato Martin Bertogg, head of catastrophe coverage di Swiss Rei – i disastri secondari sono onnipresenti e aggravati dalla rapida urbanizzazione di aree particolarmente vulnerabili. ”Data la portata delle devastazioni in tutto il mondo, i pericoli secondari richiedono la stessa valutazione disciplinata del rischio dei pericoli primari come gli uragani”.

La compagnia ha sottolineato che le perdite economiche multimiliardarie causate da gravi tempeste convettive in Francia nel primo semestre sono state seguite da due ondate di calore  record in Europa che hanno contribuito al propagarsi di incendi boschivi.

“La temperatura media globale del giugno 2022 è stata di circa 0,3°C superiore alla media 1991-2020, rendendolo il terzo giugno più caldo mai registrato. Poiché si prevede che il riscaldamento del clima esacerberà la siccità, aumenterà la probabilità di incendi boschivi, causando danni maggiori laddove la rapida espansione urbana si sovrappone all’interfaccia foresta-urbano”, ha dichiarato Swiss Re.

Il riscaldamento del clima – ha riferito Bestwire – può anche avere un impatto sulle perdite dei raccolti assicurati. Scor SE ha recentemente dichiarato che la frequenza e la gravità di eventi estremamente caldi e secchi è aumentata negli ultimi decenni, in gran parte a causa dei cambiamenti climatici. Ha rilevato l’impatto della siccità in Nord e Sud America e ha stimato perdite di raccolto nella prima metà dell’anno per circa 200 milioni di euro (200,9 milioni di dollari) a causa della grave siccità nel Brasile meridionale.

Leggi anche Svizzera: Swiss Re chiude il semestre in utile

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