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Generali risponde a Consob: corretta la cooptazione di Marsaglia in cda

Generali ha risposto alla richiesta di chiarimenti di Consob sulla cooptazione in consiglio di Stefano Marsaglia, e l’esclusione di Luciano Cirinà, manager della compagnia e candidato nella Lista Caltagirone

Generali ha risposto alla richiesta di chiarimenti avanzata da Consob (in base al quinto comma dell’articolo 114 del Tuf) sul processo per la cooptazione di un nuovo amministratore, spiegando i motivi del no a Luciano Cirinà.

Si sa che Cirinà è stato per anni un manager di primo livello di Generali. Nella scorsa primavera è stato candidato da Caltagirone a sostituire l’ad Donnet. Ciò ha comportato una prima sospensione dall’incarico, seguita da un licenziamento. E Cirinà, di rimando, ha fatto causa alla compagnia. Quindi, al momento di sostituire in cda il dimissionario Francesco Gaetano Caltagirone, il consiglio ha detto no, con i voti contrari della minoranza. Sulla vicenda ha puntato i fari Consob che ha voluto vederci chiaro.

Nella sua comunicazione in risposta, Generali spiega che in occasione della riunione per la cooptazione di Stefano Marsaglia, il cda ha ritenuto Cirinà privo dei requisiti di idoneità, come previsto dalla Fit&Proper Policy allo stesso applicabile in caso di “gravi misure disciplinari o amministrative inflitte a seguito di episodi di negligenza grave o comportamento doloso, anche a seguito di infrazioni del Codice di Condotta del Gruppo e delle relative disposizioni attuative”, nonché della necessaria autonomia/indipendenza di giudizio, non sussistendo altresì i presupposti per l’instaurarsi con la società del rapporto fiduciario che costituisce essenza fondante del rapporto di amministrazione e, ciò, alla luce dei fatti occorsi che hanno imposto alla società di adottare i noti provvedimenti, inclusi l’esposto presentato alla Consob e le iniziative avanti alle autorità giudiziarie penali e civili oggetto di comunicazione in data 14 aprile 2022.

Quanto all’obbligo per il cda della compagnia di applicare la Fit&Proper Policy in sede di valutazione dell’idoneità dei propri componenti esso è, fra l’altro, esplicitamente previsto dall’art. 25, comma 1, del Regolamento n. 38 del 3 luglio 2018 (adottato da IVASS ai sensi dell’art. 30 u.c. del Codice delle Assicurazioni Private, “CAP”).

La nota di Generali spiega che i consiglieri Brogi e Cattaneo hanno motivato il proprio dissenso osservando come, a loro giudizio, la deliberazione del Consiglio di ritenere privo dei requisiti Cirinà e la conseguente deliberazione di non cooptare il medesimo violi lo statuto e la normativa applicabile. A giudizio degli stessi, la nomina per cooptazione di Cirinà avrebbe costituito atto dovuto ai sensi dell’art. 28.13, comma 1, lettera i) dello statuto, contestando che Cirinà potesse ritenersi privo dei requisiti per la carica in ragione di quelle che, a loro giudizio, sarebbero iniziative unilaterali ancora sub iudice adottate nei suoi confronti da Generali in risposta alla sua candidatura nella lista poi risultata di minoranza.

Inoltre, il Collegio Sindacale osserva di aver costantemente monitorato, sin dalla data delle dimissioni di Caltagirone, il processo per la cooptazione di un nuovo amministratore da parte del cda e di aver sollecitato l’acquisizione di due specifici pareri legali pro veritate.

In definitiva, il processo a base della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione del 15 luglio 2022 in materia di cooptazione di Stefano Marsaglia è risultato, ad avviso del Collegio Sindacale, adeguatamente strutturato e coerente con l’analisi giuridica svolta e con le conclusioni raggiunte nei pareri pro veritate resi, ed è stato quindi positivamente valutato, anche per le finalità di cui all’art. 2386 del codice civile, dall’organo di controllo di Assicurazioni Generali.

Leggi anche Esposto di Generali contro Cirinà e Caltagirone

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