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Le grandi case automobilistiche a caccia di litio per soddisfare la domanda crescente dei veicoli elettrici

Il litio come il nuovo “oro bianco”? Il suo prezzo è decuplicato negli ultimi due anni e l’aumento è stato particolarmente evidente in questi mesi, fino a stabilizzarsi vicino al record di 70.000 dollari per tonnellata raggiunto ad aprile

Tra le case automobilistiche è iniziata la corsa ad accaparrarsi nuove forniture di litio necessarie ad alimentare nei prossimi anni la transizione verso le auto elettriche. Secondo un’analisi del Financial Times la domanda del settore potrebbe presto sopravanzare l’offerta disponibile, stando alle previsioni dei produttori del metallo. Il litio è infatti elemento indispensabile per le batterie degli autoveicoli elettrici e costituisce un grosso problema se pensiamo che, entro il 2030, dovranno essere venduti 47 milioni di veicoli elettrici in tutto il mondo. Che rappresenta l’unico modo, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’accordo di Parigi.

Il litio come il nuovo “oro bianco”? Sembrerebbe proprio così visto che negli ultimi due anni il suo prezzo è decuplicato. Un aumento che è particolarmente evidente negli ultimi mesi, ora stabilizzato vicino al record di 70.000 dollari per tonnellata raggiunto ad aprile.

E la materia prima non è richiesta soltanto dall’industria automobilistica, ma anche per la produzione di batterie destinate a smartphone, laptop, biciclette elettriche e altri dispositivi.

Le grandi case automobilistiche cercano di giocare di anticipo nella corsa al nuovo “oro bianco”. Il Financial Times rivela come colossi come Stellantis e Bmw abbiano investito in start-up al litio, mentre solamente una settimana fa, “la General Motors ha dichiarato che avrebbe pagato a Livent, un altro produttore, 200 milioni di dollari in anticipo per assicurarsi la materia prima”.

Attualmente, nella corsa al litio c’è la Cina in prima fila. Negli scorsi giorni, la società cinese Ganfeng Lithium ha annunciato l’acquisto della società mineraria sudamericana Lithea. Di recente, anche il produttore cinese di automobili e batterie BYD ha comunicato l’intenzione di acquisire sei miniere di litio in Africa. Per evitare la dipendenza dalla Cina, in altri Paesi si prevede la creazione di siti di produzione alternativi.

Ma nonostante tutti gli sforzi per reperire maggiori quantità di metalli, secondo Kent Masters, amministratore delegato di Albemarle, il più grande produttore di litio quotato in borsa, il mercato dell’approvvigionamento sarà molto difficoltoso nei prossimi 7/8 anni.

Secondo un rapporto redatto il mese scorso dall’Agenzia internazionale per l’energia, i progetti di estrazione del litio impiegano mediamente tra 6 e 19 anni dallo studio di fattibilità iniziale alla produzione effettiva.

Il mercato mondiale avrebbe bisogno di altre 60 miniere di estrazione di litio entro il 2030 per soddisfare tutti i piani di decarbonizzazione e veicoli elettrici dei governi nazionali.

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