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Bermuda: cresce il loro ruolo come hub della riassicurazione mondiale

La quota delle isole nel mercato mondiale danni ha oscillato tra il 5 ed il 9 per cento negli ultimi 5 anni

Gli operatori esteri potrebbero essere colpiti dalla tassa del 15% sulle multinazionali annunciata dall’Ocse ma le autorità locali studiano compensazioni sotto forma riduzioni dell’imposta sui salari

Le Bermuda sono diventate un hub finanziario globale per la riassicurazione danni, con una crescente presenza nella riassicurazione vita. Lo segnala – riferisce Reinsurance News – un report di S&P Global Ratings secondo cui negli ultimi cinque anni la quota delle Bermuda nel mercato riassicurativo globale, basata sui premi riassicurativi netti sottoscritti, ha oscillato tra il 7% e il 9%. Inoltre, le Bermuda rimangono un domicilio interessante per sidecar, strutture di capitale alternative, riassicurazione collateralizzata, titoli insurance-linked e soluzioni strutturate per il business legacy.

“Negli ultimi decenni – ha osservato ancora S&P – le Bermuda sono diventate anche il domicilio preferito dalle start-up globali del settore riassicurativo. Il territorio offre una legislazione e una regolamentazione flessibili, efficienza fiscale, infrastrutture consolidate e vicinanza agli Stati Uniti, il più grande mercato riassicurativo del mondo. Inoltre, beneficia della stabilità istituzionale e della sua esperienza nell’implementazione di riforme per garantire finanze pubbliche e crescita economica sostenibili nel lungo periodo”.

Il settore dei servizi finanziari internazionali ha rappresentato circa il 27,5% del pil delle Bermuda nel 2020, una quota molto più alta di quella del turismo (tipicamente pari a circa il 5% del pil).

Il regime fiscale delle Bermuda potrebbe evolversi a causa con le proposte relative a un’imposta minima globale nell’ambito del secondo pilastro dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e al regime delle società di investimento estero passivo degli Stati Uniti. Nel dicembre 2021, l’OCSE ha pubblicato regole dettagliate per l’attuazione di una riforma storica del sistema fiscale internazionale, che imporrà alle imprese multinazionali un’aliquota fiscale minima del 15% a partire dal 2023. L’imposta minima si applicherà alle imprese multinazionali con ricavi superiori a 750 milioni di euro.

“Riteniamo – sottolinea il report di S&P – che l’aliquota minima dell’imposta sulle società possa incidere sui riassicuratori bermudiani, la cui aliquota sul reddito societario potrebbe passare dallo 0 al 15 per cento riducendo i loro profitti. Tuttavia, in base alle nostre conversazioni con alcuni dirigenti del settore re/assicurativo dell’isola, le autorità bermudiane potrebbero abbassare l’imposta sui salari come potenziale compensazione”.

Leggi anche Bermuda: mercato assicurativo raddoppiato nell’ultimo quinquennio

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