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Europa: aumentata la vulnerabilità di banche e assicurazioni

Il rapporto sui rischi di Eba-Eiopa-Esma sottolinea gli effetti dell’aumento dell’inflazione ed il deterioramento delle prospettive economiche

Limitata a 8,3 miliardi l’esposizione diretta degli assicuratori alla guerra in Ucraina, preoccupano però gli effetti indiretti

Le tre autorità di supervisione Ue Eba (banche), Eiopa (assicurazioni) ed Esma (mercati finanziari) ritengono che “il deterioramento delle prospettive economiche, l’alta inflazione e la crescita dei prezzi dell’energia hanno aumentato le vulnerabilità nei settori finanziari”. Occorre prepararsi “al deterioramento della qualità degli attivi nel settore finanziario e monitorare l’andamento anche degli attivi che hanno beneficiato di misure temporanee legate alla pandemia e di quelli particolarmente vulnerabili al peggioramento dell’economia, all’inflazione, ai prezzi elevati dell’energia e delle materie prime”. È questo il messaggio che le tre agenzie hanno inviato nel periodico rapporto sui rischi. In particolare viene sottolineato che “la volatilità dei mercati finanziari è aumentata su tutta la linea a causa delle elevate incertezze. Dopo un lungo periodo di bassi tassi di interesse, le banche centrali stanno inasprendo la politica monetaria. La combinazione di costi di finanziamento più elevati e una minore produzione può esercitare pressioni sul rifinanziamento del debito pubblico, societario e delle famiglie, con un impatto negativo anche sulla qualità creditizia dei portafogli di prestiti degli istituti finanziari. La riduzione dei rendimenti reali attraverso l’aumento dell’inflazione potrebbe indurre gli investitori ad assumere maggiori rischi in un momento in cui i rialzi dei tassi stanno mettendo in moto un riequilibrio di vasta portata dei portafogli”. Per Eba, Eiopa ed Esma sono “aumentati i rischi di (alta) inflazione persistente e stagflazione”.

Nel settore assicurativo, in particolare, gli effetti primari della guerra in Ucraina sono risultati limitati essendo limitata l’esposizione delle compagnie Ue alle attività emesse in Russia, Ucraina e Bielorussia. Queste attività ammontano a 8,3 miliardi di euro, meno dello 0,1% dell’investimento totale del settore. L’esposizione alla Russia è di 6,3 miliardi di euro, ovvero lo 0,066% degli investimenti totali e l’esposizione delle attività all’Ucraina è di 1,8 miliardi, lo 0,019% degli investimenti totali.

Nell’industria delle polizze, però, “potrebbero emergere effetti di secondo impatto attraverso esposizioni verso settori a loro volta fortemente esposti all’attuale crisi. Le perdite in questi settori potrebbero avere effetti di ricaduta attraverso perdite sugli investimenti. Due aree potrebbero essere le più rilevanti: le esposizioni degli assicuratori al settore bancario e l’esposizione ai settori dell’economia più sensibili ai prezzi dell’energia e del gas”. Gli assicuratori detengono partecipazioni significative di attività bancarie e, in questo contesto, detengono anche una quantità significativa di attività emesse da banche che si presume siano più vulnerabili all’evoluzione dell’attuale crisi. L’esposizione degli assicuratori a banche dello Spazio economico europeo è stimata in un importo totale di 55 miliardi di euro (0,57% sul totale degli investimenti).

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