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Dai tre preventivi Rca a PreventIvass: una storia in equilibrio tra incoerenza e realtà

A tanti anni di distanza dal disegno che puntava a trasformare tutti gli agenti in plurimandatari che sfociò nell’obbligo dei 3 preventivi Rc Auto, spunta dalle ceneri qualcosa di molto simile: il Regolamento Ivass n.51 che si presenta con le stesse vesti di allora, per garantire trasparenza e tutelare il consumatore da ogni forma di raggiro o disinformazione

Il Preventivatore Ivass è solo l’ultimo capitolo di una storia che viene da lontano. Dobbiamo tornare al gennaio 2012, quando il governo guidato da Mario Monti varava il decreto “Cresci Italia” per una “liberalizzazione” dell’economia italiana. E scoprire, nel pacchetto di norme periferiche destinate alle assicurazioni, l’inserimento dell’obbligo, in capo agli agenti di assicurazioni, di fornire ai clienti almeno tre preventivi Rc Auto offerti da compagnie concorrenti (art.34).

Il provvedimento fu accolto dagli agenti con un’esclamazione di sorpresa, seguita da un filotto di improperi assortiti, per una norma assurda e inefficace, con l’unico effetto concreto di trasferire sulla rete agenziale nuove responsabilità e ulteriori oneri amministrativi.

È incredibile la velocità con la quale si passa da una faccia all’altra della luna, ma quella era la stagione in cui la naturale predisposizione verso la gloria del principale sindacato agenti, spingeva verso un futuro da plurimandatari per tutti gli agenti di assicurazioni.

Un disegno rimasto sulla carta grazie soprattutto a 12 Gruppi Agenti e a Unapass che si misero di traverso, fermando quell’idea di trasformare le agenzie in una sorta di supermercato delle polizze, dove entrare e fare spesa assicurativa tra le mille proposte in vendita. Invece di favorire la concorrenza, si sarebbe così creata una giungla priva di regole, senza dimenticare che obbligare per legge circa l’80% degli agenti monomandatari a trasformarsi in un attimo in plurimandatari, rappresentava una evidente forzatura alla ragione.

In fondo, se vogliamo dire che il mercato italiano non è il più aperto del mondo non diciamo un’eresia, ma le motivazioni vanno piuttosto ricercate nell’eccessiva concentrazione degli assicuratori che ha ormai ridotto a pochi i soggetti sui quali stimolare la concorrenza.

Fu proprio questa forzatura politica verso il plurimandato introdotto per legge, che sfociò poi nell’obbligo dei tre preventivi, a spingere quegli stessi 12 Gruppi Agenti tra i più rilevanti del mercato a dar vita, il 30 novembre 2012, ad Anapa, dove nel 2015 sarebbe poi confluita anche Unapass.

Sta di fatto che, ritornando all’obbligo dei 3 preventivi, non si capiva veramente il motivo per cui gli agenti avrebbero dovuto pubblicizzare polizze Rc Auto, magari più convenienti, offerte da compagnie delle quali non avevano il mandato. Così come, al netto di certe cucchiaiate di maldigesta retorica, stupiva il fatto che il principale sindacato agenti sembrava essersi dimenticato che la gran parte degli agenti operava, allora come oggi, in esclusiva. Una distorsione abbagliante che, forse con un diverso approccio, avrebbe permesso di risparmiare secchiate di Maalox.

Anche sulla spinta dello osservazioni dei 12 Gruppi Agenti e Unapsass, in un’audizione al Senato dell’aprile 2012, Giovanni Pitruzzella, allora presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, bacchettò Governo e Parlamento. Infatti, secondo il Garante, la finalità della norma di assicurare la concorrenza in materia di Rc auto non appariva in alcun modo conseguibile attraverso l’obbligo di confronto tra le tariffe e le condizioni contrattuali proposte da almeno tre compagnie assicurative non appartenenti agli stessi Gruppi.

Insomma, se allora si riteneva di rottamare le vecchie agenzie tradizionali, monomandatarie, anticipando l’onda del canali di vendita online che, si pensava, eliminando il vantaggio competitivo territoriale avrebbe guadagnato corpose fette di mercato, le cose sono andate diversamente.

Le agenzie plurimandatarie restano un canale di distribuzione con pochi margini di sviluppo, le compagnie online non sfondano, le banche non riescono a replicare i successi dei prodotti Vita e il segmento Rc Auto è ancora quasi totalmente in mano alle agenzie tradizionali con una quota di mercato che sfiora l’85% (84,9% nel 2021, secondo i dati Ania).

A tanti anni di distanza da quel provvedimento, messo in stand-by subito dopo essere stato approvato, ecco spuntare dalle ceneri qualcosa di molto simile. Parliamo del Regolamento Ivass n.51, che si presenta con le stesse vesti di allora, per garantire trasparenza e tutelare il consumatore da ogni forma di raggiro o disinformazione. Come? Inserendo l’obbligo di presentare al cliente più preventivi Rc Auto, utilizzando PreventIvass, il preventivatore online realizzato dall’Istituto di controllo del settore assicurativo insieme al Ministero dello Sviluppo Economico. Una predisposizione che rischia di creare disparità tra nel mercato a danno dei consumatori.

Anche in questa occasione, a lottare contro il Regolamento 51 e le sue inique disposizioni sono gli agenti. Già nello scorso mese di gennaio Anapa Rete ImpresAgenzia aveva presentato le sue osservazioni e proposte di modifica all’Ivass. Osservazioni che non sono state recepite nel testo finale del provvedimento. Se lo Sna, diversamente dall’epoca dei tre preventivi ha scelto di percorrere la strada del ricorso al Tar stigmatizzando il provvedimento che presenterebbe “una situazione di inutile aggravio e squilibrio economico per gli agenti senza alcun beneficio effettivo per il consumatore”, Anapa ha deciso, visto il silenzio di Ivass, di appellarsi ad AGCM per contrastare alcune previsioni del regolamento che “appaiono illogiche e pericolosamente idonee a determinare effetti distorsivi sia sotto i profili della concorrenza che nei confronti dei consumatori finali”.

Non resta quindi che attendere cosa risponderanno il Tar e l’AGCM alle osservazioni mosse dagli agenti, che pur essendo il motore dell’industria assicurativa, si trovano da soli a combattere una battaglia significativa per la tutela della concorrenza e del mercato.

a cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Preventivatore rc auto, Anapa ricorre all’AGCM

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