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Per 8 italiani su 10 lo stress provoca comportamenti alimentari scorretti

Tra le problematiche più gettonate legate al cibo, gli italiani citano il sovrappeso (51%), le malattie cardiovascolari (33%), il diabete (26%) e la ritenzione idrica (18%)

All’origine di comportamenti alimentari scorretti c’è lo stress. Una condizione destinata a peggiorare in considerazione dello stile di vita della società di oggi, condizionata da crescenti condizioni di incertezza che non fanno altro che aumentare ansia e tensioni.

È quanto sostiene l’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua in collaborazione con Slow Food che rileva come 8 italiani su 10 facciano fatica a controllare le proprie scelte alimentari in condizioni di stress che finiscono per incidere sullo stato generale di benessere, provocando sensazioni di gonfiore (34% del campione), bruciore o acidità (27%) o anche senso di nausea e pesantezza (12%).

E questo avviene nonostante l’alimentazione sia riconosciuta come fattore centrale per la salute. Più di 1 su 5 (21%) ritiene che il cibo sia un modo di restare in forma, e quasi uno su due (47%) cerca con costanza di seguire una dieta di buona qualità anche tra gli impegni di lavoro o comunque quando si trova fuori casa.

Tra le problematiche più gettonate legate al cibo, vengono citati il sovrappeso (51%), le malattie cardiovascolari (33%), il diabete (26%) e la ritenzione idrica (18%).

“L’alimentazione è una componente centrale nella gestione della salute, da accompagnare a uno stile di vita attivo e a controlli medici periodici”, commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand del Gruppo Reale. “Riteniamo sia molto importante favorire una sempre maggiore diffusione di una cultura dell’alimentazione, fondata su conoscenze e informazioni che permettano di adottare comportamenti virtuosi e adeguati. Per questo, da anni collaboriamo con Slow Food con iniziative di sensibilizzazione ad alto impatto territoriale. Come Reale Mutua inoltre siamo da sempre vicini al tema salute con soluzioni assicurative d’avanguardia che ne permettono la cura e la tutela a costi contenuti, rivolte sia ai singoli sia alle imprese attraverso pacchetti di welfare”.

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, spiega che “Slow Food si impegna ogni giorno a diffondere i principi di un’alimentazione attenta, basata sulla conoscenza e il piacere del convivio. Anche grazie al supporto di partner come Reale Mutua, diffondiamo un approccio diverso, che non considera il cibo come una commodity o semplice nutrimento per il corpo, e che resiste a un modello di sviluppo basato sul consumo e la velocità. Quello che proponiamo è un modo diverso di vivere, produrre e mangiare, in armonia con la terra, basato sul rispetto per il lavoro che c’è dietro i cibi di qualità e sulla cura della salute: la nostra e quella del pianeta perché sono, non solo strettamente interconnesse, ma addirittura la stessa cosa: un unico benessere (One Welfare) che riguarda tutto il vivente”.

Leggi anche Italiani: un popolo a dieta, per il 54% l’alimentazione è sempre più questione di benessere e salute

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