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Studio Pagamenti Cribis: nel terzo trimestre si confermano i gravi ritardi

L’inflazione, l’aumento dei costi dell’energia e l’aumento dei tassi potrebbero tuttavia pesare sui pagamenti degli ultimi mesi dell’anno

Nel terzo trimestre del 2022, “rimane stabile l’incidenza dei pagamenti puntuali delle imprese italiane, confermando i risultati raggiunti nel secondo trimestre dell’anno. L’incidenza dei pagamenti puntuali sul totale si attesta, infatti, al 40,7%, in linea col secondo trimestre del 2022 (40,6%) e in recupero sul 2020 (35,7%). L’incidenza dei pagamenti in grave ritardo (oltre i 30 giorni dalla scadenza) sul totale arriva a quota 9,1%, confermandosi significativamente migliore del 2020 (12,8%)”. E’ quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 settembre 2022 e realizzato da Cribis (società del gruppo Crif specializzata nella business information).

Nel terzo trimestre del 2022 si assiste al miglioramento della qualità dei pagamenti sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che rispetto al primo trimestre del 2019, pre-covid. I pagamenti puntuali crescono del 7,1% rispetto al terzo trimestre del 2021 e del 16,6% rispetto al 2019. Concorrono a formare la media imprese di diverse dimensioni, con ritardi gravi che variano a seconda della grandezza dell’azienda, arrivando ad attestarsi al 4,0% nel caso delle grandi imprese (oltre i 250 dipendenti).

Quanto al futuro, conclude il dossier, “‘il buon andamento delle tempistiche di pagamento delle imprese italiane parrebbe essere in contrasto con la complessa situazione macroeconomica e geopolitica attuale, caratterizzata da elementi quali lo shock energetico, il continuo aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, oltre che l’aumento dei tassi”. Ma alla luce di questi elementi “potenzialmente negativi per le imprese, specialmente per le Pmi, sarebbe ragionevole aspettarsi un’influenza avversa sui termini di pagamento delle imprese nei mesi finali dell’anno”.

L’analisi sulle macro-aree geografiche italiane conferma che il Nord Est è la più affidabile con il 47,8% di pagamenti puntuali, stessa incidenza del trimestre precedente, e il 6,1% di ritardi gravi (era il 6,4% nel trimestre precedente). Un trend che si conferma ormai da anni. Tra le regioni più virtuose spiccano, decisamente sopra alla media nazionale, la Lombardia (50,6% di imprese puntuali), l’Emilia Romagna (48,0%), il Veneto (48,0%), il Friuli Venezia-Giulia (47,1%). Sud e Isole continuano a mostrare le maggiori criticità, con il 28,1% di pagamenti regolari e il 14,6% di ritardi gravi, tuttavia in lieve miglioramento rispetto al trimestre precedente (quando i pagamenti puntuali e i ritardi gravi si attestavano rispettivamente a 27,6% e 15,2%). Sicilia e Calabria, con il 24,2%, Campania, con il 28,6% e Sardegna con il 29,4% sono le regioni in cui si paga meno puntualmente.

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