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Insurance summit: le compagnie tra la crisi e il futuro

Gli impatti sul settore assicurativo dell’incertezza del contesto economico e geopolitico e dai cambiamenti climatici

I temi saranno le nuove sfide del mercato assicurativo, l’impatto dell’innovazione sul modello organizzativo delle assicurazioni, i nuovi modelli di business ed i nuovi servizi

Si è tenuta ieri a Milano la ventiquattresima edizione dell’Insurance Summit del Sole 24 Ore cha ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, top manager del settore. Filo conduttore della giornata è stata l’analisi dell’influenza sul settore assicurativo di fattori come l’incertezza del contesto economico e geopolitico, i cambiamenti climatici e la corsa dell’inflazione.

In apertura della giornata, Davide Corradi, managing director e senior partner di Bcg, ha tracciato il quadro della situazione attuale partendo proprio dall’inflazione “che non si è ancora manifestata sui conti delle assicurazioni italiane rispetto ad altri settori. Vedremo se anche le compagnie saranno raggiunte dall’onda lunga dell’aumento dei prezzi”.

Per combattere il carovita, secondo Corradi “il repricing non è l’unica leva, in qianto tutta la catena del valore offre modalità d’intervento. Si possono strutturare azioni sia nel breve sia nel medio lungo con azioni più strategiche”, ha aggiunto, prima di concludere ricordando che la situazione che stiamo vivendo “è un mondo nuovo”, che gran parte del management assicurativo non ha mai affrontato prima d’ora. “Parliamo di un’industria che negli ultimi 10 anni ha cambiato le modalità di creazione di valore, anche se i profitti delle compagnie europee sono sui livelli del 2015, mentre il total shareholder return è calato dal 10% del 2015, al 7% del 2021. Infine, è cambiata la struttura dello stesso Tsr: la creazione di valore è sempre più basata sui dividendi e meno sulla crescita e ciò frena investimenti industriali necessari per innovare il business”.

Sono tempi difficili e di marcata incertezza, soprattutto per la natura estrema e imponderabile dei rischi, in particolare di quelli legati alla guerra. Tuttavia, secondo il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, “l’impatto delle turbolenze di mercato sugli indici di solvibilità delle imprese assicurative italiane non è stato elevato, anche se l’impennata dei rendimenti e l’aumento dell’inflazione stanno incidendo in misura significativa sulla redditività delle compagnie”.

Signorini ha poi ricordato che “le plusvalenze nette non realizzate sono diventate negative da maggio. Questo fatto, unito alla diminuzione della raccolta premi, sta portando la redditività del settore vita sotto lo zero. Nel ramo danni, i costi dei sinistri sono in aumento. Per le compagnie, l’esigenza di accrescere l’efficienza di costo, contenendo al massimo l’impatto sui clienti, è ancora più impellente del solito. I difficili tempi che stiamo vivendo costituiscono una sfida per tutti i settori economici, anche quello assicurativo. L’attenzione si deve concentrare su innovazione, investimenti, competenze”.

Per il presidente dell’Ivass “È importante anche che non si allenti l’attenzione per i profili di condotta e tutela dei consumatori, sulla cui fiducia si basa il buon funzionamento dei mercati finanziari e assicurativi. Da parte nostra l’attenzione è certamente sempre elevata. Oltre ad assicurare la puntuale applicazione delle norme esistenti, stiamo lavorando su vari fronti. Migliorare la documentazione pre-contrattuale, semplificando il linguaggio; renderla sempre più utile. Accrescere la consapevolezza dei consumatori. Alle compagnie chiediamo di assicurare un’applicazione sempre migliore del concetto di governance del prodotto. Ideare e promuovere prodotti che rispondano alle effettive esigenze della clientela. E in generale di tutti i sani principi del corretto rapporto con la clientela. Assicurare “qualità” nel momento dell’erogazione delle prestazioni. Non sono solo prescrizioni normative, ma fattori chiave dello sviluppo dell’attività assicurativa”.

Ha preso quindi la parola la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, che ha subito ricordato come il settore assicurativo “ha dimostrato grandi capacità di resilienza di fronte al rapido peggioramento dello scenario, grazie al forte orientamento verso l’innovazione”.

Le compagnie stanno investendo nelle nuove tecnologie e questo, secondo Farina, “è un elemento chiave per la crescita e lo sviluppo di prodotti finanziari in grado di rispondere sempre meglio ai bisogni di cittadini e imprese in ambiti come la salute, la mobilità e la protezione”.

In conclusione la presidente dell’Ania ha osservato come l’attuale scenario sia legato a forti incertezze sia a livello globale sia settoriale. “Noi assicuratori – ha detto – siamo abituati a tenere conto di svariati elementi di incertezza, anzi abbiamo il compito di trasformarla ove possibile in rischi misurati. In un contesto di grande avversità le attese nei nostri confronti e le nostre responsabilità aumentano”.

Entrando maggiormente sugli aspetti operativi, Philippe Donnet, ceo di Generali, intervistato da Laura Galvagni durante nella sezione del summit dedicato agli incontri one to one, ha detto che “dopo vari mesi di uno scenario che non ci si poteva aspettare siamo in linea con il piano. Sono fiducioso che riusciremo ancora una volta a raggiungere tutti gli obiettivi del nuovo business plan perchè alla fine tutto funziona se siamo disciplinati e focalizzati sull’implementazione quotidiana del nostro piano e sull’eccellenza”.

Donnet ha quindi rimarcato come la percezione di Generali sia oggi molto migliore rispetto a sette anni fa, quando prese la guida del gruppo assicurativo. “Con i nostri competitor è una gara continua, non basta andare bene. Noi dobbiamo andare sempre bene e meglio degli altri”. Per quanto riguarda invece l’attività di M&A, “stiamo lavorando, stiamo esaminando varie opportunità e poi decideremo insieme al consiglio cosa bisognerà fare nell’interesse di tutti i soci. E’ un momento complicato, pieno di incertezze, con un grande nervosismo nei mercati e dobbiamo essere molto prudenti, il che non significa non essere ambiziosi o restare fermi”.

Per quanto riguarda i 3 miliardi di euro destinati all’attività di merger & acquisition, “Se alla fine del piano, nel 2024, non avremo investito i 3 miliardi destinati all’M&A, restituiremo il capitale ai soci”. Infine, Donnet ha voluto ricordare che “intanto abbiamo superato il 77% del primo buyback in Generali da 15 anni. Un fatto positivo perchè dimostra disciplina, chiarezza e trasparenza nella gestione del capitale”.

Rapido cambio di scena ed è il momento del presidente di Unipol e UnipolSai Assicurazioni, Carlo Cimbri, che ha subito chiarito la sua idea sull’attuale emergenza inflazionistica “che ci accompagnerà ancora per qualche anno, influendo molto anche sul mercato assicurativo”. Ed è per questo motivo che serve diversificare le fonti di guadagno, secondo una strategia già intrapresa dal gruppo assicurativo di Bologna. “L’inflazione è una variabile che rimarrà con noi per qualche anno. Spero non sui livelli attuali, ma un’ondata globale come questa non può assorbirsi nel corso di un anno. Molto dipende da quali scelte verranno fatto in termini di politica monetaria verranno fatte dalle banche centrali, ma anche dalle scelte di politiche economiche dei singoli governi. Io penso che situazioni straordinarie come questa richieda delle misure di natura straordinaria”.

Cimbri ha poi aggiunto che “non vi sono dubbi sul fatto che le politiche decise dai regolatori hanno reso più onerosa la concessione del credito. Questo ha reso necessario nuove vie per la produzione di ricavi. Da un lato dobbiamo diversificare e moltiplicare le fonti di ricavo, arricchendo la nostra offerta con altri tipi di servizi. A ciò si aggiunga che l’attuale modello è sbilanciato a favore delle banche, ma viviamo periodi di grandi mutazioni o eventi straordinari che cambiano il panorama economico. Per questo abbiamo scelto partecipazioni all’interno delle banche, come con Bper e Sondrio, ma ci interessano rapporti di lungo periodo, consolidate”.

Cimbri ha poi aggiunto che spera di riuscire a rinnovare gli accordi con Sondrio entro la fine dell’anno: “Dal nostro punto di vista è importante, c’è spazio per migliorare il rapporto, per esempio sull’acquisizione di prodotti di protezione da parte delle banche. Nel modello di bancassurance se sei azionista hai un rapporto più solido con la banca”, ha rimarcato, evidenziando in ogni caso il supporto fornito a Bper nel lancio del nuovo piano industriale”.

Sulla possibilità di una futura espansione a livello internazionale, Cimbri ha detto “mai dire mai. Già è facile perdere soldi nel Paese d’origine, figuriamoci all’estero. In eredità dall’operazione Fondiaria ci è rimasta la terza compagnia del mercato serbo (Ddor Novi Sad, l’unica società estera controllata da Unipol) ma incide quanto produciamo in provincia di Bologna, per dire quanto è ridotto il mercato assicurativo in Serbia”.

Infine, il presidente di Unipol ha detto di non essere preoccupato dei ricorsi di Malacalza sull’acquisizione di Carige: “Non impedirà di completare nei tempi previsti l’integrazione con Carige. Non c’è alcun dubbio che Bper finalizzerà l’acquisizione di Carige nei tempi previsti, indipendentemente dal ricorso di Malacalza”.

A cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Pillole dall’Insurance Summit

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