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Generali pensa di cedere portafoglio Vita in Italia

Intanto, MSCI alza il rating ESG a “AAA” e chiude i battenti Invag, holding nata nel 2007

Generali sarebbe pronta a mettere sul mercato un portafoglio Vita in Italia del valore di circa 20 miliardi di euro, secondo un’indiscrezione rilanciata da Bloomberg. L’operazione potrebbe entrare nel vivo già a gennaio e riguarderebbe polizze preesistenti di Cattolica e Genertel e farebbe parte di un piano per migliorare la redditività del Gruppo. Comunque, non è stata ancora presa alcuna decisione sull’operazione che rimane quindi ancora solo un’ipotesi senza certezze sulla sua realizzazione.

Va comunque ricordato che Generali è stato tra i precursori a livello europeo su questo tipo di operazioni, tra cui si distingue quella realizzata in Germania nel 2019 su Generali Leben, valutata circa 1 miliardo di euro nella cessione a Viridium.

Passando dalle voci alla realtà, il gruppo assicurativo triestino incassa la positiva valutazione di MSCI, una delle principali società di rating ESG che ha alzato il rating di Generali da “AA” a “AAA”, il giudizio più alto possibile.

La valutazione di MSCI evidenzia come Generali abbia adottato le migliori pratiche per mitigare i rischi legati al clima nell’ambito delle attività di sottoscrizione sia attraverso l’adozione di modelli, sia attraverso prodotti legati all’adattamento e alla mitigazione del climate change. MSCI ha inoltre sottolineato la leadership del Gruppo nel comparto assicurativo per quanto riguarda tematiche sociali quali la tutela della privacy e dei dati, la gestione del capitale umano e l’ambito degli investimenti responsabili.

Il rating ha inoltre riconosciuto la leadership di Generali tra i peer nell’ambito della corporate governance, sottolineando come la maggioranza del consiglio di amministrazione costituita da consiglieri indipendenti, l’indipendenza della figura del presidente, la suddivisione dei ruoli tra presidente e amministratore delegato, l’equilibrio di genere all’interno del consiglio favoriscano un forte presidio sulla gestione e l’allineamento agli interessi degli investitori.

Generali ha posto la sostenibilità al centro del piano strategico Lifetime Partner 24: Driving Growth ed è impegnata nel contribuire positivamente alla costruzione di una società più resiliente e giusta nel suo ruolo di assicuratore, investitore, datore di lavoro e corporate citizen responsabile.

Philippe Donnet, Group Ceo di Generali, ha affermato: “Stiamo integrando la sostenibilità in tutte le nostre attività, come prevede la strategia ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’. MSCI ha riconosciuto l’eccellenza del nostro approccio alla sostenibilità, che è ai vertici del settore ed è inoltre in linea con gli interessi degli investitori. Il miglioramento del giudizio ad ‘AAA’, il punteggio più elevato da parte di MSCI, rappresenta un risultato di cui tutte le persone di Generali possono sentirsi orgogliose”.

Da casa Generali giunge anche un’altra notizia che riguarda la fine corsa di Invag, la holding nata nel 2007 anche su iniziativa di Mediobanca, che controllava inizialmente l’1,34% Generali (quota poi scesa nel 2019 a circa lo 0,77%). Tra i suoi soci c’erano alcuni dei principali imprenditori italiani, come Ferrero, Arvedi, Gavio, Minozzi e Lavazza, oltre a Piazzetta Cuccia. Giunta a scadenza naturale come da statuto al 31 dicembre 2022, nelle scorse settimane i soci principali hanno definito le modalità di scissione in un’assemblea straordinaria, secondo quanto ricostruito da Radiocor. Mediobanca avrà così diritto a un pacchetto pari allo 0,1% delle Generali, portando la partecipazione complessiva nel Leone al 12,87%. Aurelia (cassaforte dei Gavio) ha espresso la preferenza di acquistare ai blocchi, direttamente da Invag, la propria quota parte di azioni di Generali, anch’essa stimabile nello 0,1%. L’Arca di Modena dei Panzani-Zannoni ha invece scelto per una doppia strada: cessione a terzi della quota parte di azioni Generali necessaria per rimborsare la quota parte del debito contratto inizialmente da Invag con Mediobanca e Bper (oggi complessivamente pari a 90 milioni) e acquisto ai blocchi dei titoli residui.

a cura di Vincenzo Giudice

Foto in copertina: Philippe Donnet, Group Ceo di Generali

Leggi anche Generali unico assicuratore tra i conglomerati finanziari italiani

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