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Innovazione per crescere: le compagnie sono in prima fila, ma l’intelligenza artificiale potrà mai sostituire la sensibilità umana?

A Roma il terzo meeting “Innovation by Ania”

Secondo il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin l’introduzione di una polizza obbligatoria contro i rischi catastrofali è un’opzione sulla quale il Governo potrà fare una seria riflessione sul tema

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Si è svolta ieri a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, la terza edizione di “Innovation by Ania”, meeting incentrato quest’anno sul tema “Innovazione e sostenibilità: le Assicurazioni con il Paese”. L’evento è stato trasmesso in streaming e per la prima volta anche nell’ambiente virtuale del metaverso.

Nel fare gli onori di casa Maria Bianca Farina, presidente Ania, ha aperto la mattinata ricordando che le assicurazioni stanno investendo “per sviluppare nuove soluzioni e modelli di servizio che trovano nell’innovazione un ruolo sempre più decisivo per affrontare le sfide del presente”.

Secondo Farina l’innovazione è destinata ad accelerare ulteriormente sulla scia delle grandi sfide globali di questi anni: dall’energia alla geopolitica, dalle materie prime all’inflazione, che spingono le banche verso una politica monetaria restrittiva. La presidente dell’Ania ha detto che “l’entità di questi problemi ha dimostrato che ci troviamo dinanzi a temi importanti che richiedono uno sforzo condiviso, cui il settore assicurativo sicuramente contribuisce e contribuirà”.

Per quanto riguarda l’Insurtech, “le assicurazioni sono attori e protagonisti esclusivi del settore, in quanto possiedono le competenze e il know-how necessari per contribuire a indirizzare le principali sfide in atto”.

Il percorso seguito finora ha portato all’utilizzo di tecniche di data analytics per avere una maggiore capacità di stima dei rischi, a soluzioni tecnologiche per le reti di vendita e per i clienti, come quelle per gestire il momento del sinistro, e, in particolare nell’Rc Auto, a “modelli più personalizzati basati sullo stile di guida del cliente ed in grado di stimolare comportamenti virtuosi”, ha spiegato Farina, aggiungendo che le nuove tecnologie vengono utilizzate “per coprire un numero crescente di bisogni relativi alla salute”, anche con l’utilizzo di dispositivi innovativi, come quelli wearable, e di telemedicina, divenute particolarmente cruciali in epoca Covid.

L’innovazione si sta dimostrando utile anche per contrastare i rischi catastrofali e quindi il rischio climatico. “Si fa leva su soluzioni che sfruttano sensoristica e tecnologie satellitari per raccogliere dati e l’intelligenza artificiale per elaborarli e arrivare a prevedere e monitorare il rischio di eventi climatici estremi. Infine, un’altra area di innovazione riguarda il mondo dei nuovi rischi come quello cyber”.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha detto di essere favorevole all’introduzione di una polizza obbligatoria contro i rischi catastrofali e ritiene che il Governo potrà fare una seria riflessione sul tema.

“Conosco la storica e comprensibile richiesta di Ania di rendere obbligatoria la polizza contro le catastrofi naturali per allineare la legislazione italiana a quella di molti altri paesi europei, anche al fine di ottenere omogeneità di garanzie di fronti a tali eventi”, ha detto il ministro.

A giudizio del ministro Pichetto Fratin che conosce il settore avendo avuto la delega per le assicurazioni nel Governo Draghi, “bisognerà valutare la costituzione di un fondo ad hoc. L’assicurazione degli immobili contro il rischio idrogeologico deve essere intesa come complementare e non sostitutiva delle politiche nazionali e delle azioni locali di prevenzione che ritengo debbano essere strumento centrale rispetto ai danni da alluvioni e inondazioni”.

Il ministro ha poi osservato che il risvolto positivo di una scelta di questo tipo verrebbe dal fatto che sarebbero le assicurazioni a chiedere “politiche urbanistiche più rigorose, che permettano una riduzione del rischi. Avreste voi l’interesse a compartecipare al ruolo pubblico nel dare questi indirizzi perchè ridurrebbe la vostra esposizione al rischio”.

Interpellato insieme a Giancarlo Fancel, Ceo di Generali Italia e Giacomo Campora, amministratore delegato di Allianz spa, Andrea Novelli, amministratore delegato di Poste Vita, “l’innovazione tecnologica nel settore assicurativo è utile se riesce ad avvicinare il cittadino in modo da cercare di colmare il gap di sottoassicurazione che caratterizza il Paese”.

Giacomo Campora ha il pregio di non essere mai banale e rispondendo alla domanda, ha detto che il Piano strategico di Allianz è incentrato sulle persone. Questo perché, ha spiegato Campora, i manager vivono su una nuvola, sono predicatori di idee e progetti di società di consulenza ma sono lontani dalla realtà quotidiana. “Le innovazioni tecnologiche più avanzate diventano subito obsolete, in quanto devono poi essere automatizzate attraverso l’intervento dell’uomo e il collo di bottiglia da superare sta nelle capacità delle nostre organizzazioni di adottare in maniera strutturale le nuove tecnologie. Ed è difficile parlare di innovazione se poi ci sono agenti che non sono in grado di usare un foglio excel”.

L’innovazione ha un ruolo importante anche nei piani del gruppo Generali, ha osservato Giancarlo Fancel, anche perché “con la pandemia è aumentata la percezione del rischio per il settore della salute così come l’interazione digitale che ci ha spinto ad introdurre nuove competenze e ad adottare nuovi modelli di business come la società specializzata nell’internet delle cose”.

L’innovazione digitale, ha aggiunto Fancel, “ci permette di sottoscrivere una polizza Rc Auto online in meno di un minuto e di ottenere un rimborso danni automatico in meno di tre minuti”. In conclusione, Novelli ha detto che “l’innovazione tecnologica offre al cliente un maggiore potere contrattuale nel confronto della compagnia e questo ci spinge a essere più trasparenti, più semplici e più’ accessibili”.

Insomma, si fa un gran parlare di innovazione e di intelligenza artificiale e c’è sempre qualcuno che si lascia andare a previsioni pessimistiche sul futuro degli intermediari assicurativi, dimenticando che le macchine non potranno mai sostituire la relazione umana, essendo prive di sensorialità, di sensibilità umana, senza tralasciare il fatto che potrà magari essere semplice acquistare online una polizza viaggi, ma sia in ambito business sia consumer, esiste una larga maggioranza di polizze che richiedono la consulenza di un intermediario professionale per una scelta consapevole. Insomma, il modello vincente sarà quello “phygital”, ovvero un modello ibrido tra il mondo fisico e quello digitale, con la tecnologia a sostegno dell’intelligenza umana.

a cura di Vincenzo Giudice

Foto in copertina: Maria Bianca Farina, presidente Ania

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