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Cripto asset: copertura assicurative a rischio per i clienti di FTX

Gli specialisti dei mercati assicurativi dei Lloyd’s di Londra e delle Bermuda chiedono alle società di criptovalute maggiore trasparenza sulla loro esposizione a FTX

Gli assicuratori stanno negando o limitando la copertura ai clienti esposti alla fallita piattaforma di criptovalute FTX, lasciando così i trader di valuta digitale non assicurati per eventuali perdite dovute a hacker, furti o cause legali. Lo scrive Canada.com riprendendo una nota diffusa da Reuters. Gli assicuratori erano già riluttanti a sottoscrivere polizze di protezione per amministratori e dirigenti (D&O) per le società di criptovalute a causa della scarsa regolamentazione del mercato e della volatilità dei prezzi del Bitcoin e di altre criptovalute. Ora, il crollo di FTX il mese scorso ha amplificato le preoccupazioni.

Gli specialisti dei mercati assicurativi dei Lloyd’s di Londra e delle Bermuda chiedono alle società di criptovalute maggiore trasparenza sulla loro esposizione a FTX. Gli assicuratori propongono inoltre ampie esclusioni di polizza per qualsiasi richiesta di risarcimento derivante dal fallimento della società.

Kyle Nichols, presidente del broker Hugh Wood Canada Ltd, ha dichiarato che gli assicuratori stanno richiedendo ai clienti di compilare un questionario in cui si chiede se hanno investito in FTX o se hanno attività su quella piattaforma.

Il broker dei Lloyd’s di Londra Superscript sta inviando ai clienti che hanno avuto a che fare con FTX un questionario obbligatorio per delineare la percentuale della loro esposizione. “Se il cliente ha il 40% del suo patrimonio totale su FTX e non può accedervi – ha fatto presente Ben Davis, responsabile degli asset digitali presso Superscript – dovrà essere respinto o comunque applicheremo un’esclusione che limita la copertura per qualsiasi richiesta di risarcimento derivante dai suoi fondi detenuti su FTX”.

Le esclusioni che negano il pagamento di eventuali richieste di risarcimento derivanti dal fallimento di FTX si trovano nelle polizze assicurative che coprono la protezione degli asset digitali e le responsabilità personali di amministratori e funzionari di società che trattano criptovalute, hanno dichiarato a Reuters cinque fonti assicurative. Un paio di assicuratori hanno fatto pressione per ottenere un’ampia esclusione dalle polizze per tutto ciò che riguarda FTX, ha detto un broker.

L’assicuratore di criptovalute Relm, con sede alle Bermuda, che in passato ha fornito copertura a entità legate a FTX, ha adottato un approccio ancora più rigoroso.

Una delle domande più pressanti che si pongono gli operatori è se gli assicuratori copriranno le polizze D&O di altre società che hanno avuto a che fare con FTX, visti i problemi della piattaforma.

I pubblici ministeri statunitensi affermano che l’ex amministratore delegato di FTX, Sam Bankman-Fried, ha messo in atto uno schema per frodare i clienti di FTX, sottraendo i loro depositi per pagare spese e debiti e per effettuare investimenti per conto del suo hedge fund di criptovalute, Alameda Research LLC. Le polizze D&O, utilizzate per pagare le spese legali, non sempre (in Italia mai) pagano i risarcimenti nei casi di frode.

Tra le società di criptovalute con esposizione finanziaria a FTX ci sono Binance, una piattaforma di criptovalute, e Genesis, un prestatore di valute digitali. Mentre i soggetti meno rischiosi del mercato delle criptovalute, come le società che immagazzinano asset su piattaforme non connesse a Internet, – ha detto il co-founder di Relm Joe Ziolkowski – possono ottenere una copertura fino a 1 miliardo di dollari, la copertura di un assicuratore D&O potrebbe ora essere limitata a decine di milioni di dollari per tutto il resto del mercato.

Secondo gli assicuratori, il crollo di FTX porterà probabilmente a un aumento delle tariffe assicurative, soprattutto nel mercato D&O statunitense. I tassi sono già elevati a causa dei rischi percepiti e della mancanza di dati storici sulle perdite assicurative delle criptovalute.

Una tipica polizza utilizzata per proteggere le perdite derivanti da un atto criminale potrebbe costare da 30.000 a 40.000 dollari per 1 milione di dollari di copertura a un trader di asset digitali. In confronto un trader di titoli tradizionali spenderebbe molto di meno per una polizza analoga, appena 5.000 dollari per 1 milione di dollari di copertura.

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