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Cyber risk: i 20 maggiori attacchi ransomeware nel 2021

Secondo la classifica di techtarget.com la maggior parte sono avvenuti in Usa, nessuno in Italia

Nel 2021 il mondo ha subito attacchi ransomware (incursioni informatiche che includono la richiesta di un riscatto per riattivare i sistemi infettati) da record a infrastrutture critiche, scuole e reti sanitarie. Lo riferisce techtarget.com fornendo una classifica dei primi 20 più importanti attacchi a livello globale di cui l’opinione pubblica è stata informata.

Anche le organizzazioni che offrono prodotti per il recupero dagli attacchi ransomware, come le compagnie di assicurazione e i fornitori di backup dei dati, non sono state al sicuro. Sono state segnalate richieste di riscatto massicce a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Molte aziende hanno ceduto alle richieste nonostante avessero dei backup e nonostante il pagamento del riscatto non garantisse il recupero completo dei dati. In molti casi, la portata economica dell’attacco non è stata resa nota. I principali casi di ransomware hanno riguardato gli Stati Uniti e nessuno l’Italia. Ed ecco la classifica esposta in ordine cronologico.

Nel marzo del 2021 sono state colpite le Buffalo Pubblic School di New York che servono 34mila studenti, bloccando per 10 giorni i loro sistemi operativi. Sempre in marzo è stata la volta del fabbricante di computer di Taiwan Acer cui è stato chiesto un riscatto di $50 milioni. Non è stato reso noto se l’azienda ha accettato le richieste degli attentatori.

La compagnia di assicurazione Usa CNA Financial ha subito nello stesso mese un attacco ransomware che ha compromesso fino a maggio l’operatività dei suoi sistemi informatici. Secondo l’agenzia Bloomberg è stato pagato un riscatto di $40 milioni, fatto non confermato dalla società.

È durato oltre un mese l’impatto di un attacco cyber di cui è stata vittima la Applus Technologies, società statunitense attiva nel testare l’efficienza delle automobili. In aprile i criminali informatici hanno attaccato la Quanta Computer azienda che costruisce i laptop di Apple. In questo caso i pirati non sono riusciti a mettere fuori uso le normali operazioni giornaliere della compagnia.

Le richieste di riscatto sembrano aver avuto successo, a maggio, nell’attacco cyber di cui è stata vittima la ExaGrid azienda che si occupa di fornire il backup proprio alle imprese vittime di attacchi ransomware. In questo caso – hanno riferito i media – a fronte di una richiesta di $7 milioni la società avrebbe sborsato $2,6 milioni per rientrare in possesso dei dati crittografati dai pirati.

In maggio un attacco ransomeware ha colpito la catena di distribuzione di carburante Usa Colonial Pipeline Company, mettendo fuori uso per giorni i suoi sistemi informatici. La società ha pagato un riscatto di $4,4 milioni parte dei quali sono stati successivamente recuperati dalla FBI.

In maggio anche l’Health Service Executive irlandese, che fornisce servizi sanitari nell’isola, è stato colpito da un attacco ransome che lo ha costretto a mettere offline molti suoi servizi prima di riattivare, alla fine di giugno, i suoi sistemi.

Sempre in maggio anche Axa è stata vittima dei pirati informatici che hanno disattivato i suoi sistemi informatici in alcuni paesi asiatici.
E la stessa sorte ha subito JBS Usa, gruppo attivo nel settore della carne. In questo caso il riscatto sarebbe ammontato a $11 milioni. In luglio un attacco ransomware ha colpito il gruppo Kaseya ed in agosto la società di consulenza Usa Accenture.

A ottobre vittima dei pirati informatici è stata la società Usa di snack Ferrara Candy subito seguita da Sinclair Broadcasting.

In Europa il produttore di componenti per l’industria auto Eberspächer Group ha avuto i suoi sistemi informatici messi fuori uso dai criminali e lo stesso mese in Usa un atto criminale sarebbe stato messo a segno contro la National Rifle Association, la potente lobby dell’industria dei fucili, che tuttavia non ha fornito dettagli sull’accaduto. A novembre è stata colpita la piattaforma di cripto asset BTC-Alpha e la catena di negozi di elettronica Media Markt che in Europa ha circa 1000 punti vendita. In questo caso sarebbe stato richiesto un riscatto record di $240 milioni, non è chiaro se pagato. La lista dei maggiori attacchi ransomware dell’anno si completa con gli attentati al fornitore di gas naturale SuperiorPlus che non avrebbe comunque avuto gravi conseguenze a differenza di quello che è accaduto sempre a dicembre a Kronos Incorporated, un provider Usa di servizi cloud , che avrebbe registrato gravi danni ai suoi sistemi informatici.

Leggi anche Il ransomware spaventa le aziende

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