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GB: Direct Line è “nell’occhio del ciclone”

La compagnia cancella il dividendo finale e il titolo crolla in borsa (-23,5%)

Sulla società, attiva nella Rc Auto e assicurazioni case, pesano gli aumenti nei costi dei risarcimenti ma anche le disinvolte giravolte dei manager

Come ci si può aspettare che una compagnia assicurativa non preveda una batosta del genere? Se lo è chiesto The Times commentando quanto è accaduto a Direct Line dopo la decisione dei manager di cancellare il dividendo finale del 2022 subito seguita da un rovinoso scivolone in Borsa (-23,5%). La compagnia, attiva nelle assicurazioni auto e domestiche, è incappata ultimamente in molte disavventure, l’ultima delle quali – ha sottolineato il Ceo Penny James – è stata l’ondata di freddo pre-natalizio e il successivo disgelo che hanno lasciato in Gran Bretagna centinaia di assicurati con l’acqua che “scendeva a cascata dal soffitto”. È stata, per così dire, la goccia che ha fatto traboccare il vaso spingendo il management a eliminare il dividendo finale per risparmiare circa 200 milioni di sterline.

La risposta del mercato – ha sottolineato The Times – è stata adeguatamente gelida: le azioni sono crollate del 23,5% togliendo circa 700 milioni di sterline al valore di Direct Line. La credibilità del management è sotto pressione viste le rassicurazioni fatte solo a novembre.

Per gran parte dell’anno scorso gli analisti si erano chiesti se Direct Line potesse davvero permettersi di pagare un dividendo annuale invariato di 22,7 pence ma l’acconto di 7,6 pence si è dimostrato abbastanza sicuro. E a novembre, in occasione dell’aggiornamento dei conti al terzo trimestre, il consiglio di amministrazione aveva dichiarato con disinvoltura che “le prospettive di capacità di dividendo rimangono invariate”.

Ora non è più così. I costi del meteo per il 2022 sono saliti a 140 milioni di sterline, “ben oltre” le aspettative di 73 milioni di sterline. I costi dei sinistri automobilistici, già aumentati a causa dell’inflazione, del prezzo vertiginoso delle auto di seconda mano e dei ritardi nell’ottenere i pezzi di ricambio, sono di nuovo in aumento, non aiutati dagli incidenti sulle strade ghiacciate. Nel frattempo, il portafoglio di investimenti immobiliari che contribuisce a finanziare tutti i sinistri è sceso del 15%, ovvero di 45 milioni di sterline. Per quanto riguarda il combined ratio (rapporto tra i costi e i premi incassati) è salito al 102-103%, molto peggio del 98% stimato a novembre.

Dopo l’allarme sui profitti di luglio e la bocciatura di un buyback da 50 milioni di sterline, gli errori – ha osservato ancora il giornale – si stanno accumulando per un capo che guadagna 3,2 milioni di sterline all’anno. James è entrato in carica nel maggio 2019 con le azioni a £3,12. Ieri valevano £ 1,78.

Leggi anche GB: Direct line lancia una polizza a basso costo

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