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Russia: sanzioni occidentali non hanno colpito duramente le entrate petrolifere

Il paese guadagna con i servizi di trasporto e di assicurazione ciò che ha perso con il price cap occidentale

Le entrate petrolifere della Russia potrebbero non essere state colpite dalle sanzioni occidentali così gravemente come i primi dati suggerivano. Lo ha dichiarato – riferisce Business Insider – Viktor Katona analista di Kpler. “Il triangolo Russia, India, Cina se la cava senza utilizzare le spedizioni e le assicurazioni occidentali”, ha detto.

Mosca guadagna effettivamente molto di più dal suo commercio di petrolio rispetto al cosiddetto costo FOB (Free on Board) della merce. Tutto dipende dal modo in cui la Russia vende il suo greggio ad acquirenti asiatici come India e Cina, facendo pagare ai commercianti di petrolio servizi extra come la spedizione e l’assicurazione insieme al greggio.

Alcuni dati iniziali -ha detto Katona – indicavano che il petrolio russo era stato prezzato a circa 38 dollari al barile, meno della metà del costo del Brent di riferimento, dopo che l’Europa aveva imposto un tetto ai prezzi e vietato le importazioni via mare. Tuttavia, l’effettivo reddito petrolifero di Mosca potrebbe superare i 60 dollari al barile, se si tiene conto dei guadagni derivanti dai servizi associati che fornisce, ha aggiunto.

Una “combinazione di assicurazioni proprie, spedizioni proprie e fondamentalmente intermediari commerciali propri – ha sottolineato l’analista – alla fine significa che il prezzo finale che la compagnia russa ottiene da una transazione non è di 38 dollari, ma piuttosto di 60-65 dollari, ciò di cui nessuno parla veramente”.

L’Unione Europea ha fissato il prezzo del petrolio russo a 60 dollari al barile e ha vietato alle navi che trasportano il prodotto di utilizzare i servizi di spedizione e assicurazione occidentali a meno che non accettino il limite di costo. La mossa mirava a ridurre le entrate di Mosca nel settore energetico, pur mantenendo le forniture di petrolio russo sui mercati globali.

Tuttavia le sanzioni hanno influito solo sulla prima parte di una transazione petrolifera russa ma non sull’intera catena del valore.

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