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GB: compagnia vita si fa pubblicità con la foto di un medico – serial killer

“Assicurazione sulla vita, perché non sai mai chi potrebbe essere il tuo medico”

Il testo della pubblicità recita: “assicurazione sulla vita, perché non sai mai chi potrebbe essere il tuo medico”. E accanto la foto di uno dei più famosi serial killer britannici, Harold Shipman. Un medico di base che si stima abbia ucciso oltre 200 persone con iniezioni di morfina prima di essere scoperto e condannato all’ergastolo. Non poteva passare inosservata la campagna di advertising della Dead Happy, assicurazione vita britannica. E così, infatti – scrive The Telegraph – è stato.

Kathryn Knowles, fondatrice del broker assicurativo Cura, ha dichiarato che denuncerà la pubblicità “assolutamente disgustosa” all’autorità di regolamentazione della City, la Financial Conduct Authority, e all’ente di controllo della pubblicità. “Non capisco – ha proseguito – come qualcuno sano di mente possa aver pensato che questa fosse la cosa giusta da fare. Le persone del nostro settore sono inorridite, assolutamente inorridite”.

In passato la DeadHappy (in italiano ”Morto felice”), il cui logo raffigura un teschio sorridente, ha negato di essere deliberatamente offensiva nelle sue campagne pubblicitarie.

Lo scorso giugno, l’azienda ha invitato potenziali clienti a fare un giro intorno a Leeds e Newcastle a bordo di una Cadillac lunga sette metri, a condizione che i passeggeri avessero “una conversazione aperta e onesta sulla morte”. Allo stesso tempo, ha organizzato una caccia al tesoro di lapidi per “suscitare ancora più scalpore”.

Il fondatore della compagnia, Andy Nott, ha ammesso che la pubblicità era “provocatoria”, ma ha anche aggiunto che la sua azienda era motivata dalla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un’assicurazione sulla vita. “È nostra intenzione – ha dichiarato – far sì che le persone si fermino a riflettere. Tuttavia, se siete stati colpiti personalmente da questa pubblicità, ci scusiamo sinceramente. Ci assumiamo dei rischi con il nostro marchio e a volte possiamo oltrepassare il limite, qualunque sia o dovunque sia questo limite, e chiunque scelga di tracciarlo”.

Nel dicembre 2019, l’Advertising Standards Authority ha sospeso uno spot di DeadHappy, ritenendo che banalizzasse il suicidio e che lo avesse utilizzato per promuovere un’assicurazione sulla vita.

Leggi anche Axa ritira la pubblicità che aveva fatto infuriare i medici

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