ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNews

Eventi naturali e polizze obbligatorie per le imprese. Tutto bene? Non proprio

Si è svolto martedì scorso nello spazio metropolitano milanese dell’ADI Design Museum, l’incontro “La distribuzione assicurativa e la congiuntura economica. L’impatto dell’assicurazione sui rischi catastrofali previsti dalla Legge Finanziaria”, organizzato dalla Giunta Regione Lombardia di ANAPA Rete ImpresAgenzia, che ha riscosso grande apprezzamento dai tanti intermediari intervenuti.

Dopo i saluti introduttivi di Giancarlo Locatelli, presidente ANAPA Lombardia e Marco Garanzini, presidente provinciale ANAPA Milano, ha preso la parola Simone Pastore, head of credit insurance Allianz Trade che ha tracciato brevemente il quadro delle insolvenze: “Nel 2023 sono state più di 8mila le aziende in Italia incorse in una insolvenza giuridica. Ciò significa che le imprese, i professionisti che dovevano essere pagati da queste aziende non hanno incassato nulla. Un danno non certo trascurabile. Guardando oltre confine il contesto è ancora peggiore. Infatti, in Francia le aziende insolventi sono 15mila e in Germania circa 28mila. La variabile insolvenze è un rischio che le aziende devono limitare, soprattutto in condizioni di incertezza, per evitare problematiche di incasso che potrebbero compromettere la sostenibilità stessa dell’azienda”.

Il giornalista Riccardo Sabbatini, moderatore della successiva Tavola Rotonda, ha aperto la discussione tracciando un quadro dettagliato del contesto assicurativo italiano e internazionale, alla luce del grande spauracchio chiamato climate change. Per quanto riguarda il nostro Paese sono molte le domande che aleggiano sulla norma in Legge di Bilancio, di prossima approvazione, che introduce l’obbligo in capo alle aziende (con esclusione delle imprese agricole) di assicurarsi contro i danni provocati dalle catastrofali naturali.

Di uno schema pubblico-privato per la copertura di danni catastrofali se ne parla da tempo, “il primo fu Alfonso Desiata, allora presidente dell’Ania, al tramontare del secolo scorso”, haricordato Sabbatini.

Le alluvioni e le grandinate che tra maggio e inizio luglio hanno colpito ampie parti del Paese sono stati il propulsore del provvedimento. “I danni economici delle alluvioni in Emilia Romagna sono stati di circa 16 miliardi di euro, mentre i costi assicurativi sono intorno ai 3-4 miliardi secondo le ultime stime”, ha precisato Sabbatini.

Guardando al funzionamento della nuova norma, il governo dice: tutte le imprese, con esclusione del settore agricolo, devono assicurarsi contro i danni catastrofali e le compagnie sono obbligate a fornire la copertura. A loro volta, se non hanno le capacità assicurative necessarie a coprire il rischio possono ricorrere alla SACE che sostanzialmente riassicurerà una parte del portafoglio, intervenendo fino al 51% dei risarcimenti, entro un tetto di 5 miliardi l’anno per i prossimi 3 anni. In base a questo modello i costi dello Stato sono pari a zero, in quanto la Sace sarà alimentata dai premi assicurativi. Lo schema è del tutto inconsueto. In tutto il mondo, i modelli adottati prevedono che il mercato assicurativo si faccia carico della prima classe di rischi, ovvero la base dei rischi più limitata. In un secondo livelli interviene il mercato riassicurativo e lo Stato si occupa di quelli che sono i picchi, cioè si fa carico della quota di rischi più elevata.

La soluzione lascia aperti diversi interrogativi, come già evidenziato l’Ania. “Se lo Stato interviene in maniera proporzionale, qual è il massimo evento che le compagnie devono coprire nel corso di un anno?”, la domandasenza risposta di Stefano Ferri, Head of P&C Non Motor Actuarial Dept, Reinsurance and Public Tenders at Generali Italia. Nel suo intervento, Ferri ha sottolineato l’importanza crescente dei delle catastrofi naturali: “Gli eventi atmosferici di “second perils”, considerati pericoli minori stanno ormai superando addirittura gli uragani e la loro rischiosità non è oggi considerata nella maniera corretta”.

Il problema è che il climate change ha dilatato enormemente i pericoli “secondari”.

Marta Nagni, head of property & liability SME AXA Italia, ha posto l’accento sulla cronica sottoassicurazione del nostro Paese. Su circa 4 milioni di micro imprese, 1 su 2 ha l’assicurazione incendio, ma solo 1 su 20 ha una copertura per eventi naturali, anche se si trova in un territorio geologicamente molto fragile.

“Sono soprattutto le micro imprese a non conoscere lo strumento assicurativo. Pertanto, la norma va vista in maniera positiva perché pensa a salvaguardare la sostenibilità di piccolissime imprese per le quali un fermo produttivo potrebbe rivelarsi fatale. Resta da capire come verrà messa a terra e quale sarà il perimetro di intervento delle compagnie. L’opportunità è grande, ma i dettagli da definire sono ancora molti e gli assicuratori non hanno risorse illimitate”.

Secondo le prime stime, il mercato vale circa 2 miliardi e per gli agenti, questa potrebbe essere un’occasione per consolidare i rapporti con le imprese e anche per offrire un supporto di consulenza sulle scelte da fare. “Nelle agenzie si vive un momento abbastanza caotico”, spiega Giancarlo Locatelli. “Dopo le alluvioni e le grandinate dei mesi scorsi è cresciuta la sensibilità sociale su questi temi che non distingue il mondo delle imprese da quello retail. Soggetti diversamente posizionati vengono in agenzia e chiedono tutela e sicurezza. Soprattutto gli eventi in Emilia hanno generato una sorta di panico sociale. Sono in molti ad avere perso tutte e a rendersi conto che se ci fosse stata una polizza in più il loro destino sarebbe stato diverso. Ci sono aspetti tecnici che l’uomo della strada non riesce a comprendere, come ad esempio la diversificazione tra alluvione e grandine. Forse, se nei capitolati di polizza si riuscisse a disciplinare meglio le prestazioni, sarebbe per tutti più semplice far crescere la cultura assicurativa, perimetrando in maniera indiscutibile l’ambito della garanzia”. 

a cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Evento Anapa Rete ImpresAgenzia a Milano su distribuzione

Articoli correlati
EsteroNews

Giappone: i maggiori assicuratori danni preannunciano la vendita delle partecipazioni incrociate

Le partecipazioni sono state a lungo criticate dagli investitori come uso inefficiente del capitale…
Leggi di più
EsteroNews

Usa: State farm ha chiuso l’esercizio 2023 con una perdita di $6,3 miliardi

In profondo rosso l’andamento tecnico con perdite record da sottoscrizione per $14,1…
Leggi di più
EsteroIn EvidenzaNews

Usa: in forte aumento mercato delle rendite

Le rendite più popolari vendute lo scorso anno erano quelle pluriennali garantite, note come MYGA…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.