Nel Lazio record di 71 decessi, un sesto di tutti i morti in Italia, segue la Lombardia con 51 e la Campania con 44
ASAPS, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, ha presentato il report “Osservatorio Pedoni 2023” che ha rilevato come nell’anno appena concluso siano 440 i pedoni morti sulle strade italiane.
L’associazione spiega che si tratta di un dato parziale che non tiene conto dei gravi feriti che molto spesso perdono la vita negli ospedali anche a distanza di mesi.
Il dato Istat definitivo riguardante il 2022 indicava in 485 il numero di pedoni morti e il rischio che venga superato è molto alto per i pedoni feriti e poi deceduti in ospedale.
Molti pedoni sono stati uccisi nel luogo apparentemente più sicuro, le strisce pedonali dei centri urbani o mentre camminavano sul marciapiede o in attesa alla fermata del bus. Ancora troppi i casi di pirateria stradale, oltre una quarantina con un 10% di tutti gli investimenti mortali, con la fuga del conducente che ha provocato il sinistro mortale.
Le forze dell’ordine grazie ai sistemi di videosorveglianza e a vere e proprie indagini tecnologiche riescono a rintracciare l’autore nell’80% dei casi, ma nonostante l’introduzione del reato di omicidio stradale che ha inasprito le pene, la fuga rimane un comportamento troppo frequente da nord a sud d’Italia, con utenti ubriachi o con la patente sospesa o revocata, o che con veicoli privi di copertura assicurativa.
L’analisi regionale conferma la pericolosità del Lazio dove hanno perso la vita 71 pedoni, un sesto del totale, di cui ben 42 a Roma, dove attraversare la strada risulta un rischio altissimo. Ma i dati sono molto preoccupanti anche in Lombardia 51 e Campania 44.
Dal report ASAPS si apprende che più della metà cioè ben 231 pedoni avevano più di 65 anni e 17 pedoni sono quelli che hanno perso la vita a meno di 18 anni
Molti investimenti hanno visto protagonisti operai nei cantieri stradali, dove emerge spesso anche un tema di sicurezza sul lavoro e di idonea segnaletica stradale che preallerti gli automobilisti, così come anziani investiti da mezzi della nettezza urbana lungo le strade cittadine, e sono decine i casi di automobilisti scesi da auto in panne e poi travolti da veicoli, facendo emergere l’assoluta necessità di rendersi visibili con l’apposito giubbetto retroriflettente di cui tutti devono essere dotati a bordo dei veicoli.
ASAPS, al fine di sensibilizzare sempre più sul tema della sicurezza stradale, ha attivato la geolocalizzazione aggiornata in tempo reale con i luoghi degli omicidi stradali, con il dettaglio delle vie, l’età del pedone e il veicolo investitore. E’ possibile visualizzare la mappa sul sito www.asaps.it ed ha raggiunto 171.000 visualizzazioni, diventando un punto di riferimento per mass-media, amministratori, addetti ai lavori e semplici cittadini.
“Si conclude un altro anno con centinaia di pedoni morti, in ogni giorno oltre una persona, uomo, donna, anziano o bambino, non tornerà a casa a causa di un veicolo che gli toglierà la vita. Occorre che il disegno di legge ora in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati venga approvato con urgenza, temiamo infatti che i lavori parlamentari necessitino di molti mesi, come accaduto con la legge sull’omicidio stradale. ASAPS chiede anche di rivedere la positiva proposta che introduce la mini-sospensione della patente in caso di numerose violazioni al codice della strada, ma solo per chi ha meno di 20 punti, un 5% di tutti i patentati in Italia. Va introdotta per tutti senza distinzione dei punti posseduti. Molto spesso è proprio la distrazione da cellulare che fa perdere la concentrazione alla guida, con pedoni che volano via dopo l’urto sulle strisce pedonali”, dichiara il presidente ASAPS Giordano Biserni.
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