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Il gap informativo sui Public Benefit nei contesti aziendali italiani è elevato

Il 90% dei lavoratori dipendenti non conosce il numero complessivo dei bonus pubblici cui potrebbe accedere e questo gap informativo riguarda anche l’88% degli HR manager. Ciò spiega il fenomeno del non-take-up delle misure pubbliche: una criticità della cui esistenza è edotta la maggioranza dei lavoratori e dei manager (rispettivamente il 93% e l’80% dei rispondenti). È quanto emerge dalla survey sui Public Benefit realizzata da Bonoos, società benefit milanese e primo operatore in ambito HR-tech attivo in Italia come Welfare Integration Partner.

Dai risultati dello studio si osserva come, a differenza dei lavoratori dipendenti, i manager delle risorse umane abbiano una corretta percezione degli ambiti di intervento sui quali i bonus e le agevolazioni pubbliche dispiegano i loro effetti di sostegno economico e sociale: il 92% dei manager conosce la “copertura” offerta dai bonus rispetto ai bisogni che mirano a di soddisfare, mentre un’analoga consapevolezza si registra solo nel 21% dei casi tra i dipendenti.

Questo rilevante gap informativo tra i lavoratori è causato dalle difficoltà di accesso alle informazioni e alle agevolazioni cui avrebbero diritto ed evidenzia un’area di intervento urgente che il welfare aziendale dovrebbe considerare tra le misure di benessere e di sostegno che complessivamente è in grado di realizzare.

Un’altra area di scarsa conoscenza è rappresentata dall’accessibilità ai bonus anche da parte di profili e nuclei familiari che presentano una situazione economica caratterizzata da livelli ISEE medi e medio-alti (la soglia considerata dall’analisi era quella dei bonus accessibili con ISEE superiore a 40mila euro): in questo caso l’82% dei lavoratori non è conoscenza di tale possibilità, mentre tra gli HR Manager non lo è il 74% dei rispondenti (l’opinione corrente è che i bonus pubblici si riferiscano solo a situazioni di vulnerabilità economica, mentre nella realtà spesso intervengono sullo specifico bisogno in quanto tale, quindi anche a prescindere dalla condizione reddituale/patrimoniale del soggetto o del nucleo beneficiario della misura).

La non conoscenza dei Public Benefit e la loro mancata inclusione tra le misure messe a disposizione con i piani di welfare aziendale (mediamente circa 1.000 euro all’anno) priva i lavoratori di un plafond potenziale medio aggiuntivo di oltre 1.200 euro annui (con punte superiori a 2.500 euro) con un evidente impatto sociale negativo per molte famiglie.

Per le aziende si tratta di un vero e proprio paradosso se si considera che, per sostenere maggiormente i redditi anche con i Public Benefit, ai datori di lavoro non è richiesto alcun budget aggiuntivo.

L’articolata offerta pubblica di bonus e agevolazioni, finalizzata al sostegno di necessità essenziali di tipo individuale e familiare, è del tutto sinergica con i contenuti dei piani di welfare aziendale delle imprese, ma sinora non era mai stata integrata con quanto previsto dai CCNL, dagli accordi integrativi aziendali o dalle iniziative unilaterali dei datori di lavoro. Dalla survey emerge che il 63% degli HR Manager intervistati amplierebbe il piano di welfare aziendale includendovi anche i bonus pubblici, ancorché 6 manager su 10 non siano del tutto a conoscenza del potenziale valore che potrebbe essere generato attraverso un maggiore tasso di take-up dei Public Benefit disponibili.

Con la nostra soluzione tecnologica potenziamo i programmi aziendali di sostegno al reddito dei lavoratori ed eliminiamo la causa della loro mancata integrazione con l’offerta pubblica di bonus ed agevolazioni che completa quanto reso disponibile dalle imprese in termini di valore economico e di servizi fruibili in risposta ai bisogni dei dipendenti e delle loro famiglie”, afferma Giovanni Scansano, co-founder e amministratore delegato di Bonoos. “Alle aziende mancava lo strumento per realizzare questa virtuosa combinazione: l’abbiamo creato e le imprese stanno dimostrando di essere molto attente alle opportunità che consente di cogliere, come anche i dati della nostra analisi dimostrano. Ciò che va compreso è che il welfare aziendale esprime la sua massima efficacia solo se, oltre agli usuali fringe e flexible benefit di fonte privata, non dimentica per strada i numerosi public benefit disponibili”.

Leggi anche Il 76% delle aziende italiane ha un piano di flexible benefits

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