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Wef: senza interventi il conto economico del climate change sarà di 12,5 trilioni di dollari nel 2050

È in svolgimento a Davos la 54esima edizione del World Economic Forum (Wef), il meeting annuale dell’organizzazione no profit svizzera che raccoglie l’élite imprenditoriale e politica mondiale che vede la partecipazione di 2.800 leader provenienti da 120 Paesi, fra cui circa 60 capi di Stato o di governo.

Nel corso della prima delle cinque giornate del meeting è stato presentato il report “Quantifying the Impact of Climate Change on Human Health” curato dal World Economic Forum in collaborazione con Oliver Wyman che fornisce un quadro preciso dell’impatto indiretto dei cambiamenti climatici sulla salute umana, sull’economia globale e sull’assistenza sanitaria.

Nel dettaglio, le stime del rapporto indicano in 14,5 milioni il numero di morti causati dal climate change a livello globale entro il 2050 e in 12,5 trilioni di dollari le perdite economiche complessive.

Con questo rapporto, i cambiamenti climatici rientrano ufficialmente dunque tra le sfide per il futuro dello scenario economico globale insieme alle strategie industriali, i conflitti e la transizione energetica. Nonostante i numeri da brividi, il report sottolinea come ci sia ancora tempo per intraprendere azioni strategiche volte a mitigare il riscaldamento globale, limitando l’incremento delle temperature globali sotto 1,5 gradi, oltre la quali l’umanità entra in zona pericolo.

Sebbene si sia discusso molto dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla natura e sull’economia globale, alcune delle conseguenze più urgenti dell’aumento delle temperature della Terra riguarderanno la salute umana e il sistema sanitario globale”, ha affermato Shyam Bishen, responsabile del Centro per la salute e l’assistenza sanitaria e membro del comitato esecutivo del World Economic Forum. “I recenti progressi andranno perduti a meno che non vengano migliorate le misure critiche di riduzione e mitigazione delle emissioni e non venga intrapresa un’azione globale decisiva per costruire sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici e adattabili”.

Le inondazioni e la siccità sono indicate dal report come le principali cause di mortalità legata al clima, mentre dal punto di vista delle perdite economiche sono le ondate di caldo ad avere la maggiore incidenza. Lo studio prevede inoltre l’aumento e la diffusione di malattie sensibili al clima come la malaria e la dengue, che costeranno ai sistemi sanitari un onere aggiuntivo di 1,1 trilioni di dollari. Per questo il rapporto sottolinea l’urgente necessità di strategie globali sia di riduzione delle emissioni che di adattamento delle infrastrutture sanitarie, sostenendo sforzi collaborativi per trasformare i sistemi sanitari in risposta a questa crisi crescente.

Leggi anche Global risks: il WEF lancia l’allarme disinformazione

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