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Argentina: torna il controllo dei prezzi sull’assicurazione sanitaria

Il libero mercato nel settore dell’assicurazione sanitaria in Argentina non è durato nemmeno cinque mesi. Dopo che il presidente Javier Milei aveva abrogato per decreto a dicembre la legge che limitava l’aumento dei prezzi delle compagnie di assicurazione private, ha ora dovuto fare marcia indietro e intervenire nuovamente nel settore di fronte agli aumenti “ingiustificati” che le compagnie avevano applicato, superiori all’andamento dell’inflazione. Lo riferisce Noticias Financieras precisando che il ministero dell’Economia ha pubblicato un’ordinanza obbligando le principali compagnie di assicurazione, che coprono il 75% degli utenti, a riportare i loro prezzi a quelli che esistevano ai sensi della legge ‘Kirchnerista’ in vigore a dicembre. Da quel momento in poi potranno solo rialzarli in base all’aumento dei prezzi al consumo accumulato nei successivi sei mesi, il che in pratica significa intervenire nuovamente nel settore.

Il governo ha giustificato queste misure, contrarie all’ideologia di Milei, con la motivazione che le compagnie di assicurazione approfittano del fatto di fornire un servizio di base per “fare cartello” invece di competere tra loro. E ha fatto riferimento a un rapporto della Commissione nazionale per la difesa della concorrenza (CNDC), secondo cui “ci sono molteplici indizi di un accordo collusivo” tra loro. Quest’anno, gli aumenti medi del settore hanno raggiunto 165%, triplicando il 51% accumulato nell’indice dei prezzi al consumo da gennaio. Le aziende sostengono che l’intervento sul mercato da parte dei precedenti governi peronisti aveva causato un calo delle loro entrate e che con questi aumenti stavano solo bilanciando i loro costi reali. Ma nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli articoli dei giornali su pazienti cronici costretti a pagare mensilmente fino a un milione di pesos (circa 1.000 euro) per continuare a ricevere le cure, il che ha aumentato la pressione sul governo. Quanto sta avvenendo – conclude Noticias Financieras – sta costringendo Milei accettare che la realtà è molto più complessa della teoria. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, il presidente argentino aveva negato che esistano “fallimenti del mercato”. “È impossibile che si verifichi un fallimento del mercato”, aveva detto in quella circostanza. “Se le transazioni sono volontarie, l’unico contesto in cui può esserci un fallimento del mercato è se c’è coercizione. Di conseguenza, se qualcuno ritiene che c’è un fallimento del mercato, consiglierei loro di verificare se c’è un intervento statale nel mezzo”. Oggi il suo governo ha constatato un fallimento del mercato avvenuto proprio quando lo Stato ha smesso di regolamentare il settore in questione.

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