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Clima: necessarie appropriate coperture assicurative per accelerare la transizione energetica

La disponibilità di coperture assicurative adeguate costituisce un aspetto fondamentale nella transizione energetica mondiale. Lo sottolinea Cara Eckholm, fellow alla Cornell Tech’s Jacobs Urban Tech Hub, in un articolo scritto per il Financial Times.

Con il proliferare di catastrofi naturali, indotto dal climate change, gli assicuratori hanno iniziato a limitare la copertura per i proprietari di immobili nelle città più vulnerabili. Per fermare la diffusione della tragedia – sottolinea la Eckholm – occorre muoversi rapidamente verso fonti energetiche alternative ma c’è un problema invisibile incombente: molti assicuratori sono lenti nell’offrire copertura per tutti i tipi di ambiziosi progetti di energia pulita che ci terranno lontani dal precipizio climatico. E questa lacuna di copertura rischia di ostacolare gli investimenti nella transizione energetica. Senza un’assicurazione, è difficile ottenere finanziamenti per realizzare progetti di energia pulita. Secondo l’articolo occorre prendere esempio dal passato.

Nel 1893, un gruppo di compagnie incaricò l’ingegnere elettrico William Henry Merrill di ispezionare il cablaggio alla Fiera Mondiale di Chicago. Merrill sapeva che gli impianti elettrici rappresentavano un rischio di incendio, ma che poteva essere mitigato con una corretta progettazione, installazione e test. Aprì quello che sarebbe diventato Underwriters Laboratories (UL), un centro di prova per certificare i prodotti come sicuri. Ancora oggi, gli assicuratori contro i danni spesso insistono che gli apparecchi siano certificati da UL. Per la nuova era elettrica sono necessarie collaborazioni simili tra assicuratori, organismi di normalizzazione e imprenditori. E, più in generale, il settore assicurativo deve rapidamente colmare il vuoto di conoscenza dai problemi di copertura posti dalle nuova tecnologie. Anche in questo caso, c’è una storia da raccontare. Alla fine del 1800, quando gli assicuratori della costa orientale americana volevano espandersi verso ovest ma non avevano le conoscenze regionali per sottoscrivere in modo efficace, delegarono questo compito a piccole “start-up”, negozi che erano situati alla frontiera e potevano vedere cosa stava succedendo.

Oggi, una manciata di start-up – tra cui kWh Analytics, New Energy Risk ed Energetic Capital – sono specializzate nell’aggregazione di informazioni sugli asset energetici da utilizzare nelle polizze assicurative. L’accoppiamento di dati in tempo reale con il potere predittivo dell’apprendimento automatico potrebbe creare un nuovo paradigma per la modellazione del rischio.

McKinsey stima che il mercato assicurativo per le nuove infrastrutture energetiche raggiungerà probabilmente i 10-15 miliardi di dollari entro il 2030. Inoltre, i settori delle assicurazioni auto e delle assicurazioni sulla casa, che insieme rappresentano oltre $ 1.000 miliardi a livello globale dovranno adattarsi a edifici e veicoli completamente elettrici. Questi numeri mostrano che gli assicuratori che intraprendono la transizione energetica probabilmente raccoglieranno ricompense finanziarie, oltre ad essere dalla parte giusta della storia.

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