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Dagli Unicorni ai Centauri. La parabola discendente degli Unicorni

Marco Contini

Licenziamenti, meno #Ipo, investimenti in calo, rapidi cambi di modello di Business. Siamo arrivati dentro il glaciale inverno delle startup.

Se fino a poco tempo fa ciò che importava di più era la crescita, letteralmente ad ogni costo, il nuovo mantra invece si propone di sviluppare startup sempre più sostenibili sia dal punto di vista organizzativo che economico-finanziario.

Nell’estate del 2013, un anonimo imprenditore creò un blog su Tumblr. Lo intitolò: La mia startup ha 30 giorni di vita. (https://www.tumblr.com/mystartuphas30daystolive) . In pochi giorni la pagina divenne oggetto di culto.

Molte testate economiche come The Atlantic, ne parlarono. Non perché la fine di una startup fosse un fatto strano: i dati calcolano che il tasso di fallimento si ponga tra il 70 e il 90%. Semmai, perché in un ambiente dominato dall’ottimismo parlare di fallimento era un atto rivoluzionario e coraggioso.

Nel mondo delle startup la frase ricorrente è: ‘Il futuro è così luminoso che mi servono gli occhiali da sole’.

Questo ambiente competitivo ha creato una cultura che ha incentivato i fondatori ad assumere rischi irrazionali.

Concentrarsi sulle entrate, puntare a una crescita graduale e raggiungere la redditività dovrebbe essere la via più prudente per costruire un’azienda di successo nel lungo termine, abbandonando di fatto la rincorsa ai capitali di rischio e ai finanziamenti plurimilionari dei fondi di Venture Capital

Il Fondo Sequoia che ha investito in Apple, Instagram, WhatsApp e Airbnb ha inviato alle società nel suo portafoglio una presentazione intitolata Adapting to Endure: ‘Adattarsi per resistere’.

Il documento riservato descriveva l’attualità come “un crogiolo” di incertezza e cambiamenti

La diminuzione dei capitali a disposizione ha messo in crisi soprattutto le aziende che avevano rimandato la ricerca di un equilibrio finanziario. Per anni gli investitori hanno chiesto alle startup di crescere a ogni costo.

I casi di Wework e Cazoo unicorni e oggi sull’orlo del fallimento ne sono conseguenza.

Si comincia a parlare di una nuova creatura: il Centauro. Vale a dire, “un’azienda che raggiunge i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali.

Ma il principio fondamentale del business non è mai cambiato. Le aziende esistono per fornire un prodotto o servizio prezioso e, prima o poi, per ottenere profitto, la parola magica

Gli investitori oggi cercano aziende che abbiano “great numbers and an amazing story to tell” – buoni numeri e una fantastica storia da raccontare, cercano progetti che possano portare concretamente ad una crescita sostenibile, generando valore, e non soltanto crescita esasperata, come prevedeva il paradigma qualche tempo fa, dove pur di crescere si sacrificava la redditività e talvolta la bontà del modello di business.

Chi non si adegua in fretta ne sarà travolto.

a cura di Marco Contini

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