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Gli agenti di assicurazioni? Determinanti per il settore, ma c’è il problema redditività, secondo una ricerca di EY

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Tra società e persone fisiche gli intermediari assicurativi in Italia sono circa 23.000. Un numero che certifica il costante calo di professionisti registrato negli ultimi tre anni, per un decremento mediamente pari al 6,5% all’anno. È quanto emerge da un report realizzato da EY sulle reti di agenzie assicurative in Italia e reso noto da MF-Milano Finanza.

Secondo le analisi degli esperti di EY, il giro d’affari complessivo registrato nel 2023 è stato di 5 miliardi di euro. Il mercato risulta presidiato principalmente da intermediari di piccole dimensioni che, tra vincoli di compliance e aumento dei costi per l’inflazione, faticano a mantenere un’elevata redditività. Marco Concordati, partner Insurance di EY, ha spiegato a MF che “il 75% degli agenti fattura meno di 1 milione di euro e il 50% non supera i 500 mila euro, con modelli di business molto variegati”.

La redditività è quindi la prima sfida da vincere per il futuro, visto che i costi amministrativi e gestionali sono sempre più elevati e tolgono sostanza ed energie necessarie a far quadrare i conti, mentre il secondo argomento centrale per il futuro è rendere maggiormente attrattiva la professione per i giovani.

Nonostante la situazione generale e l’attuale contesto, gli agenti rimangono il perno centrale dell’industria assicurativa, capaci di incrementare le quote di mercato durante il periodo drammatico del Covid, resistendo sul campo e avendo la meglio rispetto alla concorrenza dei canali digitali.

Dall’analisi emerge che agenzie con fatturati più alti hanno una maggiore redditività, ma a fare la differenza è spesso la mentalità manageriale degli agenti e su questo c’è bisogno di lavorare.

Gli agenti hanno dimostrato di essere determinanti per il settore, mantenendo saldamente nelle loro mani il 72% del mercato danni e il 15% di quello vita, e le compagnie, che pure stanno investendo molto in digitalizzazione, mettono loro al centro dei piani industriali e l’evoluzione tecnologica al loro servizio”, ha detto Concordati per poi sottolineare che anche se dovesse aumentare la quota di distribuzione digitale di polizze semplici e standardizzate, “gli agenti continueranno a essere indispensabili per i prodotti più complessi, che necessitano di una consulenza”. Differenze tra gli agenti esistono piuttosto tra i plurimandatari e i monomandatari. “Se il 50% delle agenzie ha in particolare una marginalità sui premi intermediati compresa tra il 10 e il 25% i marini, per quelle che operano in monomandato, sono in genere più alti di 2 o 3 punti percentuali. Anche se le agenzie plurimandatarie hanno in media fatturati più elevati”.

Il report di EY ha poi evidenziato il problema del passaggio generazionale, fotografando una realtà dove l’80% degli agenti ha più di 42 anni e il 50% un’età compresa tra i 49 e i 61 anni. “Un tema che le compagnie stanno iniziando ad affrontare, prevedendo dei piani d’inserimento e academy per sostenere il ricambio generazionale, consapevoli che la pianificazione della successione è un tema sempre più prioritario per il settore”, ha concluso Concordati.

Foto in copertina: Marco Concordati, partner Insurance di EY

Leggi anche EY: C’è una nuova consapevolezza assicurativa

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