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Il welfare aziendale fa bene alle Pmi italiane: per il 18% è una leva strategica di gestione dell’impresa

Il welfare aziendale guadagna sempre più spazio all’interno delle piccole e medie imprese italiane. Secondo l’ottava edizione del Rapporto Welfare Index PMI 2024 sullo stato del welfare nelle Pmi del nostro Paese, promosso da Generali Italia, il 75% delle Pmi italiane ha superato il livello medio di welfare aziendale. Triplica il numero di Pmi con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 33,3% del 2024, con un aumento dell’8% negli ultimi due anni. Infine, si sono dimezzate le imprese rimaste a livello iniziale, il cui welfare consiste sostanzialmente nell’adozione delle misure previste dai contratti collettivi: dal 48,9% al 25,5%.

Il 56,4% delle prestazioni offerte ai dipendenti si concentra sulla conciliazione tra vita privata e lavoro. Seguono a breve distanza salute e assistenza, previdenza e protezione, tutela dei diritti, delle diversità e inclusione sociale, tutte con un tasso superiore al 50%. L’iniziativa delle imprese a sostegno delle famiglie per la cultura e l’educazione dei figli, con il 10% di imprese attive, sta invece muovendo i primi passi.

L’iniziativa promossa da Generali si fregia del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e può contare sulla partecipazione delle principali confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio, per la realizzazione di un modello di analisi su dieci aree.

L’edizione 2024 del Rapporto Welfare Index Pmi evidenzia come una parte sempre più rilevante delle PMI abbia un elevato livello di welfare aziendale, che utilizza in chiave strategica e che estende alle famiglie dei dipendenti, fino all’intera comunità in cui opera”, ha dichiarato Giancarlo Fancel, country manager & Ceo di Generali Italia. “Il tessuto imprenditoriale italiano composto dalle piccole e medie aziende assume, dunque, un ruolo sociale importante, diventando punto di riferimento sul territorio. Come Generali, siamo certi che attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato che coinvolga le Istituzioni, gli enti territoriali, le famiglie, le imprese e il terzo settore si possa contribuire in maniera importante a rinnovare il welfare del Paese e a guardare con fiducia al futuro”.

Quest’anno hanno partecipato a Welfare Index PMI circa 7mila imprese – piu` che triplicate rispetto alla prima edizione – di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia.

Una quota significativa della spesa di welfare nel nostro paese è a carico diretto delle famiglie, che sostengono il 22% della spesa sanitaria italiana, il 71% di quella assistenziale per la cura dei figli e degli anziani, il 16% della spesa per l’istruzione. Il welfare aziendale, trasferendo parte di questa spesa dalle famiglie alle imprese e trasformandola da individuale a collettiva, agisce come fattore di efficienza e di equità.

Le Pmi raggiungono 11,3 milioni di famiglie con lavoratori dipendenti, il 44% delle famiglie italiane, appartenenti a tutte le fasce sociali, di cui 3,2 milioni a vulnerabilità alta o molto alta. Possono quindi rafforzare il proprio ruolo sociale erogando sostegni mirati in relazione alla condizione familiare o alla presenza di fragilità connesse alla necessità di assistere figli o persone anziane. Inoltre, le imprese possono costituire la base di un nuovo welfare di prossimità perchè largamente diffuse nel territorio italiano: le PMI da 6 a mille addetti, oggetto dell’indagine, sono 661mila.

Il welfare aziendale come leva strategica di gestione dell’impresa

Il 18% delle imprese oggetto dell’analisi sono caratterizzate da un welfare evoluto, ai più alti livelli di iniziativa e capacità gestionale, che considerano centrali gli obiettivi di soddisfazione dei lavoratori e di reputazione. Le aziende di questo profilo intendono il welfare come leva strategica per la sostenibilità dell’impresa e l’81% di esse ottiene i migliori risultati in termini di impatto sociale (il 53% molto alto).

Il welfare contribuisce alla produttività e al successo economico

La quota di imprese con aumento di fatturato nel 2023 cresce linearmente con il livello di welfare aziendale, dal 28,8% di quelle con livello iniziale al 46,5% di quelle con livello molto alto. Rispetto agli indici di produttività, tanto il fatturato per addetto quanto il margine operativo lordo per addetto aumentano quasi linearmente al livello di welfare, raggiungendo i valori più elevati nel segmento delle imprese con livello molto alto di welfare aziendale: 470 mila euro in termini di fatturato per addetto (contro i 193 mila euro delle imprese con livello iniziale di welfare) e 29,4 mila euro in termini di margine operativo lordo per addetto (contro 10 mila euro).

Foto in copertina: Giancarlo Fancel, country manager & Ceo di Generali Italia

Leggi anche Welfare aziendale: chi non lo ha lo desidera

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