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L’intelligenza artificiale per vincere la sfida del climate change

Nel luglio dello scorso anno il pianeta ha conosciuto la settimana più calda di sempre e il 4 luglio la temperatura globale ha raggiunto il suo picco.

I ghiacci artici continuano a restringersi e i mari intorno al Regno Unito sono attualmente a 4 gradi Celsius sopra la media, per non parlare delle violente grandinate e delle inondazioni che hanno interessato l’Italia, ma non solo.

L’elenco potrebbe continuare, ma il messaggio è chiaro: il clima sta cambiando e incide sulle nostre vite.

Ad esempio, l’agricoltura è l’attività economica più esposta al climate change e la Coldiretti ha stimato in oltre 6 miliardi di euro i danni provocati dal maltempo al settore agricolo italiano nel 2023.

Insomma, se gli effetti sono già visibili a occhio nudo, resta difficile comprendere appieno come inciderà il cambiamento climatico nei prossimi decenni sulla società, sull’economia e, in particolare, sulle assicurazioni.

Non è un dettaglio da poco soffermarsi sul mondo delle polizze, perché le assicurazioni sono un pilastro del sistema economico. Tutto dipende dalle assicurazioni: dalla logistica all’assistenza sanitaria, alla possibilità di viaggiare e di abitare. Anche andare al cinema a vedere un film o guardare una serie su Netflix dipende dalle assicurazioni.

Osservando le cose da questa angolazione si può ben capire quanto sia delicata la sfida del climate change per l’industria assicurativa che si trova a fronteggiare uno scenario di crescente, iper-connesso, dove i rischi aumentano in maniera esponenziale.

Gli incendi possono contaminare o rendere inaccessibili le fonti d’acqua, mentre inondazioni e tempeste possono danneggiare le reti energetiche e interrompere quelle di trasporto, bloccando fabbriche e produzione industriale. Se vengono colpite infrastrutture strategiche, per esempio quelle della finanza digitalizzata, o le catene di approvvigionamento delle merci, la conta dei danni può diventare enorme.

Inoltre, l’accesso all’acqua o ai servizi igienici o la disponibilità di beni come le medicine possono essere compromessi a causa di eventi improvvisi. E questo, oltre a rappresentare un danno di per sé, ne provoca di ulteriori come aumento della spesa sanitaria, assenteismo, carenza di personale.

Le dinamiche le conosciamo bene e sappiamo che in risposta a questo trend di maggiore rischiosità l’assicurazione diventerà più costosa e, in alcuni casi, quasi impossibile da ottenere.

Secondo Swiss Re le perdite dovute alle catastrofi naturali crescono a un ritmo superiore allo sviluppo economico. Dal 1994 al 2023, infatti, i danni assicurati da catastrofi naturali, parametrati all’inflazione, hanno registrato un +5,9% all’anno mentre il pil globale ha segnato +2,7%. In altre parole, negli ultimi 30 anni, le perdite economiche per catastrofi naturali in rapporto al pil sono raddoppiate.

Un importante aiuto alle assicurazioni può arrivare dall’Intelligenza Artificiale. Un report pubblicato pochi giorni fa da EY, sostiene che l’AI è destinata, ad esempio, a rivoluzionare il mondo dei sinistri, con un aumento dell’efficienza operativa. Tuttavia, a oggi soltanto una compagnia su cinque ha implementato strumenti di AI sulla gestione dei sinistri in produzione. Ma è solo questione di tempo, perché oltre a semplificare la fase di valutazione dei rischi, sfruttando l’intelligenza artificiale gli assicuratori potranno risparmiare molto tempo e risorse economiche.

Secondo una ricerca di Autonomous Next, l’intelligenza artificiale andrà a generare risparmi per 390 miliardi di dollari tra gli assicuratori front, middle e back office, entro il 2030. Risparmi che potranno essere trasferiti ai clienti.

Ma i continui progressi dell’Intelligenza Artificiale permetteranno di aiutare gli assicuratori a gestire l’imprevedibilità del cambiamento climatico. Ogni anno che passa aumenta la storicità dei rischi attraverso nuove tranche di insight fruibili e quindi, analisi e valutazioni sempre più accurate che ridurranno nel tempo i margini di errore, migliorando la capacità di assumere rischi.

L’utilizzo di sistemi AI sempre più sofisticati permette di “spiare” il futuro e tutelarsi per tempo. Lunedì 10 giugno, la Commissione europea ha presentato un sistema avanzato di repliche digitali del pianeta Terra per simulare gli effetti del cambiamento climatico. Si tratta di una sorta di sfera di cristallo tecnologica con una precisione senza precedenti grazie al supercalcolo e all’intelligenza artificiale. “È un sistema dal potenziale straordinario”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea per la digitalizzazione Margrethe Vestager alla presentazione del progetto “Destination Earth”.

Il sistema, situato presso il centro dati del supercomputer LUMI EuroHPC nella città finlandese di Kajaani, è stato sviluppato a partire dal 2021 dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (ECMWF), dall’Agenzia spaziale europea (ESA), dall’Organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (EUMETSAT) e da oltre 100 partner pubblici e privati.

Il modellino del pianeta Terra generato dall’iniziativa fornirà informazioni per i settori più colpiti dal cambiamento climatico e permetterà di simulare e prevedere fenomeni complessi che riguardano l’agricoltura, la silvicoltura, le energie rinnovabili o l’acqua, con l’obiettivo di facilitare le decisioni di adattamento in un mondo sempre più caldo.

Sarà possibile prevedere, ad esempio, come una tempesta influirà sulla produzione di elettricità o come le infrastrutture locali delle città dovranno essere adattate in uno scenario di riscaldamento di 2°C.

Destination Earth “esplorerà come il sistema Terra si evolverà in diversi scenari ‘what if’ nell’arco di diversi decenni”, ha dichiarato la Commissione europea. Tutti possono utilizzarlo, anche se alcune applicazioni sono riservate ai centri di ricerca e agli enti pubblici, poiché comportano un enorme consumo di risorse informatiche.

Bruxelles spera che venga utilizzato per migliorare la progettazione delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e delle misure di mitigazione più efficaci. Si tratta di una risposta concreta alle necessità di un mondo che deve agire collettivamente per affrontare al meglio le sfide del cambiamento climatico e mitigarne l’impatto. Per gli assicuratori, tutto questo significa investire in talento, strumenti avanzati e infrastrutture, per sfruttare al massimo i vantaggi dell’innovazione.

a cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Rischi globali: disinformazione e climate change

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