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GB: sanzioni a Ingosstrakh per coperture alla flotta ombra russa

Il Regno Unito ha imposto sanzioni all’assicuratore russo Ingosstrakh, considerato colpevole – scrive il Financial Times – di offrire coperture alla “flotta ombra” di petroliere del Cremlino. La flotta è composta da circa 100 petroliere, per lo più obsolete, che Mosca ha acquisito per trasportare e vendere il suo petrolio a un prezzo superiore al limite di 60 dollari al barile, imposto dalle potenze occidentali dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina.

Il tetto dei prezzi ha lo scopo di consentire alla Russia di continuare a esportare petrolio ma in modo da evitare aumenti dei prezzi globali che danneggerebbero le economie occidentali, comprimendo al contempo le entrate del Cremlino. Gli assicuratori sono stati una leva importante per far rispettare la politica in quanto alle navi può essere richiesto di mostrare un’assicurazione adeguata, quando entrano nei porti.

Il Financial Times ha riferito a marzo che Ingosstrakh stava assicurando le navi della flotta ombra, ma che l’assicurazione che stava fornendo avrebbe potuto essere annullata se le spedizioni avessero superato il limite massimo.

“Sanzionare gli assicuratori che aiutano la flotta ombra – ha sottolineato Craig Kennedy, un esperto di energia russa con sede ad Harvard – è un modo per rendere più difficile l’operatività di queste navi. Ma la cosa più importante per tutti i paesi del G7 è prendere di mira, per nome, le navi che fanno parte di questa rete di evasione”.

Negli ultimi mesi, le navi prese di mira dalle sanzioni statunitensi hanno incontrato maggiori difficoltà nel trasportare il petrolio russo. Le sanzioni del Regno Unito vanno nella stessa direzione. Anche la Red Box Energy Services di Singapore, che secondo il FT spediva componenti di grandi dimensioni dalla Cina alla Russia per un nuovo progetto di gas naturale liquefatto, è stata sanzionata. Le sanzioni arrivano mentre i leader occidentali cercano di raccogliere sostegno per l’Ucraina che ha dovuto affrontare una serie di battute d’arresto militari nelle ultime settimane.

Ingosstrakh è in parte di proprietà di Generali, anche se la partecipazione della compagnia italiana è stata congelata poco dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e ilk leone triestino non svolge più un ruolo nella gestione della compagnia.

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