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Ivass pubblica i risultati dell’indagine sulle polizze a copertura dei rischi catastrofali

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È consultabile online, sulla home page del sito dell’Ivass, il focus realizzato dall’Istituto di Vigilanza sui temi della sostenibilità ambientale e della protezione dai rischi da catastrofi naturali (www.ivass.it/finanza-sostenibile/index.html).

A livello europeo l’Italia è uno dei paesi maggiormente esposti alle calamità naturali. Ciò è conseguenza sia della struttura geo-morfologica sia degli effetti dell’innalzamento della temperatura terrestre e dei cambiamenti climatici.

I rischi derivanti da catastrofi naturali e dai cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale alimentano la complessità del business assicurativo e richiedono il ripensamento delle politiche di investimento, adeguamenti nella governance e nel risk management, una più chiara e adeguata informativa alla clientela.

Secondo l’Ivass, il corretto presidio di questi aspetti è determinante per la stabilità delle imprese di assicurazioni e per la tutela dei consumatori.

Il focus è destinato a raccogliere i documenti e a fornire sistematici aggiornamenti in tema di sostenibilità e sui lavori che coinvolgono l’Istituto. All’interno, si possono osservare anche i risultati dell’indagine sulle polizze a copertura dei rischi catastrofali condotta da Ivass per conoscere se sul mercato italiano vengono offerte polizze a protezione dei rischi da catastrofi naturali e quali sono le loro principali caratteristiche.

L’indagine è stata condotta su 46 polizze in commercio a gennaio 2024, offerte a PMI e clientela retail da 14 compagnie di assicurazione.

Dall’analisi dell’Ivass si rileva come sul mercato italiano l’offerta delle polizze a copertura di rischi derivanti da calamità naturali sia normalmente in abbinamento alla copertura “Incendio e danni ai beni” e risulta eterogenea e variegata.

Diversi i punti di riflessione sollevati dall’Istituto:

  • la definizione delle calamità naturali dovrebbe essere ampia ed univoca;
  • sarebbe utile prevedere una chiara definizione di “abuso edilizio e costruzione in carenza delle autorizzazioni previste”, anche al fine di scongiurare a carico dell’assicurato sorprese indesiderate in sede di accertamento del danno e/o di eventuali azioni di rivalsa;
  • andrebbero evitati questionari assuntivi complessi da far compilare all’assicurato; l’efficacia della polizza non dovrebbe inoltre essere vincolata a dichiarazioni da parte dell’assicurato circa le caratteristiche costruttive del fabbricato di cui l’assicurato potrebbe non essere a conoscenza;
  • andrebbero studiate soluzioni, incluso ad esempio il riconoscimento di un anticipo sull’ indennizzo, che permettano all’assicurato di far fronte agli oneri per iniziative di pronto intervento necessarie per la sicurezza, il contenimento dei danni, l’utilizzo dei beni agibili;
  • sarebbe utile identificare una modalità di valorizzazione dei beni immediata ed univoca semplificando anche il processo di liquidazione dei sinistri (ad esempio con coperture su “primo rischio assoluto”);
  • liquidazione del danno parziale: più che la formulazione di un criterio, è importante che lo stesso sia chiaramente definito;
  • le esclusioni andrebbero ben calibrate e disegnate in maniera coerente con il singolo rischio;
  • le compagnie potrebbero prevedere condizioni di assicurazione e di premio più vantaggiose per premiare e favorire comportamenti virtuosi da parte degli assicurati volti a mitigare o a favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Leggi anche Rischi catastrofali: necessaria una migliore modellazione dei rischi

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