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Ivass non nasconde le preoccupazioni sulla nuova Solvency 2

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Dopo un lungo, tormentato negoziato durato circa due anni, il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle modifiche alla direttiva Solvency II. Sull’argomento si è soffermato il presidente dell’Ivass nelle sue considerazioni contenute nella relazione annuale sull’andamento del mercato assicurativo nel 2023 e non ha mancato di puntualizzare alcune perplessità manifestate dall’Istituto. “L’Ivass si è attivato in tutte le sedi nazionali ed europee, tra l’altro fornendo supporto al Governo nell’ambito del negoziato politico, per portare all’attenzione dei co-legislatori i temi più rilevanti per l’Italia e proporre soluzioni volte a rafforzare gli obiettivi di tutela del consumatore e della stabilità finanziaria. La conclusione di questo processo presenta luci e ombre”.

A preoccupare l’Ivass è “l’alleggerimento dei requisiti prudenziali”. Signorini spiega che nelle intenzioni delle istituzioni europee, questo alleggerimento “contribuirà ad accrescere il ruolo del settore assicurativo nel finanziamento della transizione ecologica e digitale e nel supporto dell’economia, sebbene in realtà dobbiamo osservare che non vi siano strumenti cogenti in grado di assicurare che il conseguente rilascio di capitale sia effettivamente indirizzato a questi fini”. Dopo aver ricordato di essersi già soffermato in passato su questo punto, Signorini ha precisato la posizione di Ivass: “A nostro modo di vedere, il miglior contributo possibile a una crescita sostenibile che gli attori del sistema finanziario possono offrire consiste nella loro solidità e stabilità, presupposto essenziale di un’efficiente allocazione delle risorse; a questo obiettivo dovrebbe mantenersi orientato il quadro normativo, più che a indirizzare più o meno direttamente tale allocazione. In particolare le assicurazioni, come investitori istituzionali, devono garantire che le scelte di destinazione delle risorse siano coerenti con la natura, il tipo e il grado di liquidità degli impegni assunti. Come fornitori di protezione, esse hanno poi un ruolo centrale nel gestire i rischi legati alla transizione, con la prudenza e la competenza necessarie. Entrambi i ruoli implicano investimenti in tecnologia, innovazione di processo e di prodotto e, non certo all’ultimo posto per importanza, una dotazione patrimoniale robusta”.

Leggi anche Europa: accordo per la modifica di Solvency II

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