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Preventivass, così non va

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini

A circa un anno dalla sua definitiva entrata in vigore il Preventivass non ha ancora raggiunto gli obiettivi per i quali l’Ivass, il regulator assicurativo, ha istituito il servizio informativo per la comunicazione delle tariffe base dei contratti Rc auto. Preventivass non ha battuto la concorrenza dei comparatori privati e non è ancora un efficace strumento di trasparenza e di confronto delle polizze a disposizione dei consumatori. È, in sintesi, quanto si evince dal bilancio che ne ha tracciato dallo stesso presidente dell’autorità di controllo Luigi Federico Signorini nelle sue considerazioni finali alla relazione annuale dell’istituto. Iniziamo dai numeri. Nell’ultimo anno il sistema ha sfornato circa 85milioni di preventivi ma a richiederli, nella gran parte dei casi, sono stati gli agenti assicurativi che erano obbligati per legge. Soltanto un milione di interrogazioni è giunto dai consumatori. Troppo pochi in confronto ai 12,5 milioni di preventivi che facile.it afferma di aver elaborato dal primo maggio del 2023 al 31 maggio di quest’anno. Quanto a segugio.it , l’altro grande comparatore privato in Italia, dal sito non è stato possibile ricavare dati sul traffico dei preventivi. Non un grande esempio di trasparenza, per la verità.

Sull’obbligo di interpellare la banca dati imposto agli agenti (decisamente riluttanti), che rappresenta la gran parte dell’operatività di Preventivass, continua a non essere chiarissima la finalità visto che la risposta del sistema pubblico alla richiesta dell’agente non può per definizione essere diversa dagli elenchi tariffari che ciascun intermediario utilizza normalmente per predisporre i contratti. Forse qualche utilità, per il consumatore, può esservi se è alle prese con un agente plurimandatario che dovrebbe comunicare al cliente i preventivi di tutte le compagnie delle quali ha il mandato. E che, pertanto, dovrebbe giustificare al proprio cliente perchè, nel caso, suggerisce la polizza della compagnia più cara. Se così fosse l’Ivass dovrebbe quantomeno esonerare dall’obbligo gli agenti monomandatari per i quali l’incombenza rappresenta soltanto una perdita di tempo.

Al di là dei numeri sono però le considerazioni “qualitative” di Signorini che fanno maggiormente riflettere. “I prezzi che le compagnie offrono su Preventivass – ha spiegato – sono generalmente al lordo degli sconti; i prezzi effettivamente applicati ai contratti sono spesso significativamente inferiori a quelli esposti su Preventivass dalla stessa compagnia con riferimento allo stesso cliente. Inoltre, non è possibile formulare sul preventivatore pubblico offerte per le garanzie accessorie, come per esempio furto e incendio, ampiamente diffuse. Questi due fatti limitano l’efficacia dello strumento in termini di promozione della trasparenza e stimolo della concorrenza, le finalità per cui esso è stato introdotto”.

Detto di passata, i comparatori privati presentano al cliente prezzi che già includono gli sconti. Ma quest’ultimi sono un po’ come il colesterolo, c’è quello buono e quello cattivo. Lo sconto buono, a mio modesto parere, è quello che applicano gli agenti ai loro migliori vecchi clienti (per gli scarsi sinistri denunciati e per l’entità del portafoglio polizze sottoscritto). Per definizione questi sconti non possono essere indicati nel Preventivass che, ovviamente, non può catturare a priori la qualità che un buon cliente rappresenta per una compagnia. Diverso è il caso dei comparatori privati che includono gli sconti utilizzati come strumenti di marketing delle compagnie al fine acquisire nuovi clienti nelle fasce di rischi (tipi di autoveicoli, tipologia dei potenziali assicurati) che considerano potenzialmente più profittevoli. Non c’è nulla di male in tutto ciò ma, in questo caso, lo sconto può divenire “cattivo” quando si presta a penalizzare i vecchi clienti rispetto ai nuovi . Non è un caso se questa pratica è stata bandita in alcuni ordinamenti, ad esempio dalla FSA inglese. Ed allora? Un buon utilizzo del Preventivass da parte del consumatore potrebbe essere quello di interpellare il sistema pubblico per conoscere l’offerta assicurativa di base della Rc auto in Italia al lordo degli sconti. Successivamente il consumatore dovrebbe recarsi presso l’agenzia delle compagnie che considera più affidabili e convenienti per capire quale sconto potrebbero accordargli rispetto alla tariffa piena. Se la risposta fosse negativa e insoddisfacente quel consumatore potrebbe sempre mettere in atto il piano B, quello di collegarsi ad un comparatore privato e cercare il premio più adatto alle proprie esigenze. Il “fai da te” comporta comunque dei rischi. In quei siti non tutte le compagnie hanno la stessa qualità del servizio e poi non è sempre agevole districarsi tra tutte le garanzie accessorie per scegliere quelle più utili per sé e la propria famiglia. La consulenza è un costo ma, se ben prestata, è anche un valore che si manifesta soprattutto nel caso di un sinistro.

a cura di Riccardo Sabbatini

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