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Ania: nel 2023 record di 6 miliardi di risarcimenti per danni da catastrofi naturali

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Si è svolta ieri a Roma l’assemblea annuale dell’Ania, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha omaggiato l’associazione degli assicuratori che quest’anno celebra i primi 80 anni di attività. Tra i rappresentanti delle istituzioni, presente anche il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Nel corso della sua relazione la presidente Maria Bianca Farina ha ricordato che il 2023 si è chiuso con una raccolta premi complessiva di 130 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. Il comparto Vita ha registrato un calo del 3,5%, a causa dalla forte contrazione delle polizze unit linked (-32%). Farina ha invece posto l’accento sui prodotti tradizionali che hanno messo a segno un significativo +9,2% per il ramo I “dinamica che ha permesso di contenere nel 2023 il deflusso netto di risorse”. Inoltre, per la prima volta dal 2022, nello scorso mese di aprile “la raccolta netta delle polizze tradizionali è stata positiva”.

Nel comparto Danni il volume dei premi ha invece segnato un incremento del 6,6% rispetto al 2022, “quelli diversi dalla Rc auto sono cresciuti del 7,7%, con una progressione molto sostenuta per le polizze salute”.

Per quanto riguarda l’Rc Auto, Farina ha detto che “dopo undici anni di riduzione del volume premi Rc Auto, nel 2023 questo aggregato è aumentato del 4,3%”. Il premio medio secondo i dati dell’associazione è risalito da 349 euro nel 2022 a 371 euro (335 euro il premio medio in Europa). “Questa crescita è spiegabile con la dinamica inflazionistica che si è riflessa sul costo dei risarcimenti, ma è stata peraltro inferiore a quella media degli altri Paesi europei”.

Nel 2023, il divario fra il premio medio Rc Auto in Italia e quello europeo è sceso a 36 euro, rispetto agli oltre 200 euro della prima metà degli anni 2000.

In tema di Rc Auto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto all’assemblea dell’Ania con un video messaggio, ha detto che “nel Ddl concorrenza che presenteremo tra pochi giorni al Consiglio dei ministri prevediamo alcune misure che potranno semplificare una serie di processi a beneficio degli assicurati, grazie a procedure più snelle per il trasferimento da una compagnia all’altra, a partire dalla trasferibilità dei dati contenuti dalle “scatole nere”, in caso di cambio di compagnia assicurativa”.

Urso ha poi aggiunto: “È nostra intenzione predisporre una normativa volta a migliorare la concorrenza tra le imprese assicuratrici al fine di garantire l’efficienza del settore e la tutela dei cittadini e delle imprese”. In conclusione il ministro ha assicurato l’impegno nella lotta alle frodi “troppo diffuse nella Rc Auto, sulla quale abbiamo anche riunito al ministero la commissione allerta rapida al ministero lo scorso giovedì”.

Tornando alla relazione annuale, la presidente dell’Ania si è soffermata sulle sempre più pesanti conseguenze del climate change.

Le catastrofi naturali sono sempre più estreme, frequenti e distruttive, e mettono a rischio un numero sempre maggiore di persone e di beni”, ha detto Farina, ricordando comea livello globale l’industria assicurativa ha provveduto a pagare sinistri provocati da catastrofi naturali “per 100 miliardi di euro e in Italia si è registrato il massimo storico dei danni assicurati, con oltre 6 miliardi di euro, di cui 5,5 miliardi causati da eventi atmosferici e 800 milioni causato dalle alluvioni in Emilia-Romagna e in Toscana”.

A livello europeo solo il 25% dei danni causati da eventi climatici estremi sono assicurati. “Il livello di protezione dovrà necessariamente aumentare, e l’Europa potrebbe fare la sua parte, sviluppando un nuovo approccio su come gestire collettivamente questi rischi con i diversi stakeholder, comprese le autorità pubbliche”.

In Italia solo il 6% delle 35,3 milioni di unità abitative esistenti ha una copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali, nonostante l’80% delle abitazioni civili sia esposto a un livello di rischio medio-alto dal punto di vista sismico e di dissesto idrogeologico. Per quanto riguarda le aziende, solo il 5% ha una copertura assicurativa, con differenze notevoli in funzione delle dimensioni. Sul complesso di oltre 4,5 milioni di aziende italiane, è infatti assicurato contro le catastrofi il 4% delle imprese micro, il 19% di quelle piccole, il 72% delle medie e il 97% delle grandi.

L’ultima legge di bilancio ha introdotto l’obbligo di assicurazione per le imprese e l’obbligo di copertura in capo alle assicurazioni. L’Ania stima un impatto della copertura obbligatoria sui 4mila miliardi di somme assicurabili, pari a 2 miliardi annui (perdita attesa). Si attende il decreto interministeriale per la fase attuativa sul quale, indica Farina, “sono stati fatti importanti passi avanti”, nelle scorse settimane. Da gennaio potrebbe essere tutto a regime. Da questa iniziativa “potrebbero arrivare vantaggi per tutti: le imprese, le compagnie, le banche, gli investitori, lo Stato, avranno un beneficio economico tangibile rispetto alla situazione attuale”. I vantaggi per tutti dall’innesco di un meccanismo virtuoso con le polizze catastrofali portano Farina ad auspicare “che il raggio di azione della copertura sia rapidamente ampliato alla proprietà immobiliare privata, anche con l’ausilio, almeno in avvio, di incentivi di tipo fiscale”.

Nel messaggio inviato all’assemblea, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato la portata della misura introdotta dalla Legge di bilancio, “che ho fortemente voluto e che rappresenta un’innovazione da tempo attesa in un Paese che, già caratterizzato da una notevole rischiosità sismica e idrogeologica, è sempre più esposto agli effetti dei profondi mutamenti climatici che si vanno progressivamente configurando. Anche grazie al coinvolgimento di Sace, che stiamo sempre più orientando a svolgere un ruolo di garanzia e riassicurazione per il rafforzamento della nostra economia, l’apertura di questo mercato e lo sviluppo di schemi assicurativi e di pooling ben strutturati potranno offrire coperture adeguate e tempestive alle imprese, assicurando una maggiore sostenibilità sia per le finanze pubbliche sia per le compagnie”.

a cura di Vincenzo Giudice

Leggi anche Ania: ramo infortuni in crescita del 4,3% nel primo semestre

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