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UnipolTech; presentato lo studio sulla mobilità di Milano in partnership con il PoliMi

Uno stile di guida attento può aiutare a ridurre l’impatto ambientale di un’auto di vecchia generazione e la riduzione dei limiti di velocità urbani a 30 km/h non ha effetti significativi sui tempi di percorrenza della città, ma può condurre a un aumento delle emissioni inquinanti. Sono queste, le due evidenze più significative che emergono da una ricerca realizzata dal Politecnico di Milano e Unipoltech, presentata durante “The Urban Mobility Council 2024”, think tank promosso da Unipol.

Secondo l’E-Private Mobility Index che rappresenta la percentuale di veicoli tradizionali con motore endotermico che possono essere sostituiti da veicoli elettrici, a Milano solo il 40% delle auto attualmente in uso è sostituibile con un modello full electric.

Percentuale che si riduce a circa il 20% aggiungendo la condizione di breakeven economico ovvero, la convenienza dell’investimento per il passaggio all’auto elettrica tenendo conto che in Italia 8 anni è la durata media di proprietà di un’auto privata.

È quindi facile prevedere che anche a Milano nel futuro il parco auto rimarrà ancora in gran parte termico.

Con questo scenario davanti, PoliMi ha definito un “budget” di emissioni, compatibile con il tetto chilometrico definito dall’iniziativa Move-In della Regione Lombardia per le auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6.

I risultati dell’analisi hanno mostrato che per la riduzione delle emissioni lo stile di guida può essere importante almeno quanto il modello del veicolo. Alcune vetture Euro4 diesel, per esempio, raggiungono un budget annuo di ossido di azoto (NOx) di 2250 g dopo soli 1.300 km percorsi. Altre invece riescono a farlo dopo 2.300 km, una quota nettamente superiore.

Gli studiosi hanno riscontrato differenti performance anche confrontando vetture identiche. Con un budget di 2.700Kg di CO2, una delle auto in analisi ha percorso 15.900km e l’altra, guidata in modo più attento, 18.300 km. Abbassando la quota a 400Kg, i km percorsi variano da 2.300 a 2.00.

Per quanto riguarda l’introduzione delle “Zone 30”, la riduzione dei limiti di velocità urbana, non ha effetti significativi sui tempi di percorrenza della città, ma può condurre a un aumento delle emissioni inquinanti.  

Utilizzando i dati di UnipolTech – società del Gruppo Unipol che offre ai clienti UnipolSai soluzioni e servizi innovativi, leader in Italia e in Europa per la telematica in auto, con più di 4,2 milioni di scatole nere installate – raccolti da oltre 3,4 milioni di viaggi effettuati nel Comune di Milano nell’arco di 7 settimane nel 2023, la velocità media del traffico nel centro della città si aggira già oggi intorno a una media di circa 28 km/h. L’introduzione delle “Zone 30” avrebbe quindi un impatto limitato sui tempi di percorrenza. L’incremento medio, secondo la ricerca, va infatti da un minimo di 2 secondi in uno scenario di riduzione dei limiti in tutte le strade della zona più centrale, a un massimo di 89 secondi (+7,24% rispetto ai tempi attuali) nello scenario di riduzione dei limiti a tutte le strade non primarie sull’intero territorio cittadino.

Invece, la riduzione dei limiti di velocità nelle sole strade residenziali e terziarie comporta un incremento del tempo di viaggio di 34 secondi (+2,86%). L’impatto è più significativo per le emissioni climalteranti e inquinanti. I motori termici sono infatti progettati per avere la migliore efficienza di consumo intorno ai 70-80 km/h. Quindi, in caso di applicazione di una “Zona 30” nell’intero territorio milanese, le emissioni di CO2 aumentano, in base all’analisi, del 1,5%, mentre quelle di Pm – nocivi per la salute umana – del 2,7%. In futuro l’analisi sarà estesa anche agli impatti sulla sicurezza stradale esaminando i dati relativi ad eventi di frenata/accelerazione improvvisa (“harsh events”) associati ad un maggior rischio di incidenti. Gli “harsh events” saranno messi in relazione con i “profili di velocità” di ogni singola strada, al fine di quantificare se e quanto una riduzione delle velocità si traduca in un incremento della sicurezza stradale.

Leggi anche USA: la maggior parte dei sistemi di guida assistita non superano l’esame della sicurezza

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