Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Le banche e le altre realtà che fanno utili saranno chiamate, come tutti i cittadini, a contribuire alla finanza pubblica penso non ci sia nulla di strano”

Durante un Consiglio dei ministri dell’agosto 2023 prese forma l’idea di un prelievo sugli extraprofitti delle banche che avrebbe dovuto portare due miliardi nelle casse dello Stato. Lo spirito dell’iniziativa cambiò in corso d’opera e l’obiettivo sfumò. Nelle ultime ore, il governo sarebbe ritornato a riflettere su un qualcosa di analogo che però potrebbe essere esteso dalle banche ad altre realtà, come le assicurazioni.
“Le banche e le altre realtà che fanno utili saranno chiamate, come tutti i cittadini, a contribuire alla finanza pubblica penso non ci sia nulla di strano“. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti rispondendo a una domanda sulla tassazione, durante la conferenza stampa convocata dopo il Consiglio dei ministri, precisando che “non ci saranno tasse sugli extraprofitti, ma le tasse sui profitti sì, come per tutti gli altri”.
Intanto, i primi cinque gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper chiudono la semestrale con una crescita del margine di interesse del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo una rilevazione condotta dalla Fondazione Fiba di First Cisl. La politica seguita fino ad oggi dalla Bce ha fatto sì che la discesa dei tassi di mercato a breve termine sia avvenuta a ritmo molto lento, col risultato di gonfiare il margine di gestione del denaro. Il notevole incremento dei ricavi ha determinato un utile netto di oltre 12 miliardi di euro, in crescita del 19,8%, con un Roe delle 5 Big italiane del 15,5%.
Uno studio realizzato dal Centro Studi di Unimpresa parla di pressione fiscale “paradisiaca” per le banche italiane. Nel 2023, gli istituti di credito del nostro Paese hanno realizzato, complessivamente, 40,6 miliardi di euro di utili, a fronte dei quali hanno pagato solo 8,1 miliardi di imposte. Ne consegue che il tax rate, cioè il rapporto tra tasse versate nelle casse dello Stato e profitti, è stato pari al 20,1%.
Lo scorso anno il fatturato complessivo del settore bancario italiano è stato pari a 102,6 miliardi e, di questi, 62,1 miliardi sono legati al margine d’interesse cioè ai guadagni sui tassi legati ai prestiti alla clientela. Un risultato non diverso a quello dell’anno precedente. Negli ultimi sei anni, il totale dei versamenti del settore bancario al fisco è di 22,6 miliardi ovvero il 19,6% dell’utile conseguito, pari complessivamente a 115,6 miliardi. Un tax rate che è nettamente inferiore alla media italiana per aziende e lavoratori, stabilmente superiore al 42%. Ciò senza dimenticare che il peso delle tasse sulle imprese, specie quelle più piccole, è spesso superiore al 60%.

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