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AI “aumentata” come risposta alla sottoassicurazione degli immobili

Il problema della sottoassicurazione degli edifici rappresenta oggi una sfida critica per il settore assicurativo. In un contesto di incertezza economica, inflazione edilizia e rapida evoluzione tecnologica, cresce la necessità di soluzioni innovative ma stabili, in grado di fornire stime affidabili del valore di ricostruzione degli immobili. È in questo scenario che si fa strada il modello ibrido promosso da RebuildCostASSESSMENT.com: una via di mezzo tra intelligenza artificiale e giudizio di un professionista, capace di coniugare efficienza e affidabilità.

La sottoassicurazione immobiliare è spesso sottovalutata dal settore assicurativo anche in Italia. Stime errate del valore di ricostruzione degli edifici possono avere effetti critici tanto per i proprietari quanto per le compagnie, soprattutto in un contesto caratterizzato da inflazione edilizia, scarsità di manodopera e crisi climatica. Per affrontare questa sfida, si sta diffondendo un nuovo modello operativo: l’approccio aumentato, che si riferisce all’integrazione tra intelligenza artificiale e competenze umane per migliorare i processi decisionali, operativi e analitici lungo tutta la catena del valore assicurativo. È una soluzione ibrida che consente di migliorare l’accuratezza delle valutazioni senza rinunciare all’affidabilità.

Così come nel settore automobilistico l’adozione di veicoli ibridi ha rappresentato un passaggio fondamentale verso la mobilità elettrica, anche nelle valutazioni assicurative degli immobili è utile un approccio graduale alla digitalizzazione. Le tecnologie basate su AI possono offrire enormi vantaggi, ma se utilizzate senza controllo rischiano di generare sbalzi nei premi assicurativi e perdita di fiducia da parte degli assicurati.

L’adozione prematura di modelli basati unicamente sull’AI potrebbe avere effetti indesiderati e destabilizzanti. Secondo RCAL, l’utilizzo di modelli automatizzati su larga scala, basati sui dati di oltre 34.000 valutazioni immobiliari, potrebbe determinare un aumento immediato dei premi assicurativi fino al 50%. Una crescita insostenibile per i clienti e per l’intero mercato.

Al contrario, il modello ibrido permette di automatizzare la raccolta e la pre-analisi dei dati, lasciando alla valutazione umana la decisione finale. Il risultato è un equilibrio tra efficienza e accuratezza, con stime affidabili e aggiornate.

Nel nostro Paese, la sottoassicurazione riguarda un gran numero di edifici, in particolare quelli di vecchia costruzione o situati in aree dove i valori immobiliari sono cambiati rapidamente. In caso di sinistro, ciò può comportare risarcimenti inferiori al necessario per la ricostruzione, mettendo a rischio la sicurezza finanziaria dei proprietari. Ma i danni non ricadono solo sugli assicurati: le compagnie possono trovarsi esposte a passività inattese, con conseguenze anche per la solidità finanziaria delle compagnie. Una strategia prudente e progressiva come quella proposta da RCAL permette di prevenire crisi sistemiche e di aumentare la resilienza del settore.

Il modello di approccio “aumentato” offre anche vantaggi ambientali e occupazionali. In alcuni contesti europei, l’applicazione di questo approccio ha consentito di ridurre drasticamente gli spostamenti dei periti, risparmiando emissioni di CO₂ e ottimizzando le risorse. In Italia, questo si tradurrebbe in una valutazione più rapida, meno costosa e meno impattante sull’ambiente.

Inoltre, la digitalizzazione dei processi ha portato alla nascita di nuove figure professionali, combinando competenze tecniche e digitali, e contribuendo così a ridurre il mismatch di competenze nel settore assicurativo. Dal punto di vista dell’esperienza utente, il modello ibrido rappresenta un salto di qualità: le valutazioni sono più semplici da organizzare, meno invasive, più rapide nei tempi di consegna e, soprattutto, più accessibili anche per realtà medio-piccole.

È un cambio di paradigma che può rafforzare il rapporto tra assicurato e assicuratore, aumentando la trasparenza e prevenendo controversie in fase di liquidazione dei sinistri. Per il mercato assicurativo, adottare un modello che combini innovazione tecnologica e controllo umano è la soluzione ottimale. Non si tratta di scegliere tra l’intelligenza artificiale e l’esperienza: l’approccio aumentato dimostra che le due cose possono convivere, offrendo un’alternativa concreta al rischio di sottoassicurazione. Con una strategia ben pianificata, l’intero ecosistema – compagnie, periti, intermediari e clienti – può trarne vantaggio. È una via realistica e sostenibile verso un futuro in cui l’AI potrà essere davvero protagonista, ma senza mettere a rischio l’equilibrio del mercato.

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