Tra ricerca di sicurezza, gestione prudente e nuove tecnologie, gli italiani si affidano sempre più a professionisti per proteggere capitale e progetti futuri

In un clima dominato da incertezza economica e disillusione sul futuro, l’investitore italiano del 2025 si muove con cautela, mette la protezione al primo posto e si affida alla consulenza di esperti per costruire portafogli stabili. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Investitori di CNP Assicura, realizzato con BVA Doxa su un campione di 2.400 persone. Il dato più netto è la domanda di sicurezza: il 39% cerca protezione del capitale, il 21% punta sulla stabilità del rendimento.
Le polizze vita, che restano la forma di investimento più conosciuta (86%) e sottoscritta (60%), rappresentano oggi lo strumento principe per chi vuole affidabilità e progettualità. Lo conferma anche Paolo Fumo, Direttore Commerciale CNP Assicura: “Nell’attuale scenario di incertezza e aspettative più caute rispetto al passato, il settore assicurativo resta un attore chiave per rispondere alle esigenze di investimento degli italiani. Il fatto che sicurezza e progettualità restino elementi centrali, con una crescente richiesta di consulenza, è per noi un messaggio importante: occorre costruire relazioni solide e soluzioni semplici, capaci di accompagnare le famiglie anche nei momenti di maggiore complessità. Dalla ricerca condotta da BVA Doxa, le polizze risultano essere la tipologia di investimento più conosciuta (86% dei rispondenti) e si confermano uno strumento affidabile per chi cerca stabilità”.
L’82% degli italiani affida la gestione dei propri investimenti a banche o consulenti; solo il 18% decide in autonomia. La figura del consluente professionista resta dunque centrale, soprattutto in un contesto dove il 54% degli intervistati si dichiara più preoccupato rispetto al 2024 e il 44% prevede rendimenti inferiori. Anche il senso del risparmio è più reattivo che pianificato: il 44% investe per creare un fondo d’emergenza, mentre il 56% dichiara uno scopo preciso, tra cui spese sanitarie, progetti personali o il trasferimento di un capitale agli eredi, un obiettivo particolarmente sentito dai clienti Private.
Si conferma la prevalenza degli strumenti tradizionali: polizze vita, fondi comuni (49%), titoli di Stato (44%) e azioni (38%) sono le scelte più comuni. Meno spazio per criptovalute (14%) e investimenti ESG, in netto calo rispetto al 2024: solo l’8% li considera prioritari, e appena il 23% ne detiene uno. In un confronto ipotetico, più della metà sceglierebbe un prodotto sostenibile solo a parità di rendimento. “Quest’anno i dati tratteggiano un’Italia più riflessiva”, commenta Sara Galli, Business Account Manager di BVA Doxa. “Cresce il bisogno di essere accompagnati non solo nelle decisioni, ma anche nella costruzione di un futuro più stabile e realistico.” Interessante anche l’apertura alla digitalizzazione: il 60% vorrebbe una gestione online più semplice e quasi la metà del campione si dice disposto a investire su suggerimento dell’intelligenza artificiale, purché resti il filtro umano del consulente di fiducia. La figura del consulente si conferma dunque strategica, anche in un contesto in cui la tecnologia può potenziare, ma non sostituire, il rapporto di fiducia. L’Osservatorio 2025 fotografa quindi un’Italia che non rinuncia a investire, ma lo fa con realismo, prudenza e una chiara richiesta: sentirsi guidati, protetti e informati, più che mai.
Foto in copertina: Paolo Fumo, Direttore Commerciale CNP Assicura
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